Agliardi debutta nella narrativa «Braccialetti Rossi mi ha cambiato»

ROMA. Il debutto da scrittore con un romanzo di formazione, Ti devo un ritorno (edito da Salani), e la terza colonna sonora di Braccialetti Rossi, diventata ormai serie cult della tv. «È la mia...
ROMA. Il debutto da scrittore con un romanzo di formazione, Ti devo un ritorno (edito da Salani), e la terza colonna sonora di Braccialetti Rossi, diventata ormai serie cult della tv. «È la mia primavera, anche se siamo in autunno. Vedo crescere le piantine che ho seminato anni fa e comincio a raccogliere i frutti», spiega Niccolò Agliardi, da tempo apprezzato autore e collaboratore per artisti come Emma, Laura Pausini, Elisa, Eros Ramazzotti, Zucchero, Patty Pravo solo per citarne alcuni, che ha raggiunto una popolarità inaspettata grazie alle musiche scritte per la serie di Rai1 al via oggi con la terza stagione, e che ora ha dato alle stampe il suo primo romanzo, ispirato a una storia vera. Due modi diversi ma assimilabili per parlare ai ragazzi di oggi. «Un po’ è stato un caso» spiega Agliardi.
«Quando ho cominciato con Braccialetti in realtà mi ricordavo ben poco della mia adolescenza, e anche il trentenne protagonista del mio romanzo ha una decina di anni in meno di me. Quello che ho cercato è stato un dialogo onesto e schietto, un linguaggio rispettoso di una generazione. Una formula che mi è servita anche per il romanzo», la storia di due giovani a loro modo entrambi in fuga. Dalle responsabilità, dalla quotidianità, dall'essere adulti. «Anche io sono perennemente in fuga, viaggiatore compulsivo che ha imparato a tornare a casa. Il libro è stato scritto tra Milano, Roma, Costa Rica, Nicaragua, Cambogia. E c'è tanto di me, non mi riconosco nel protagonista, ma sicuramente assomiglia molto al me stesso di quando avevo la sua età». Una vicenda partita da un fatto realmente accaduto: il naufragio alle Azzorre nel 2001 di un nave carica di droga. La gestazione del libro però è andata per le lunghe: «I primi capitoli furono bocciati dall'editore. E ci rimasi male: non mi succedeva dai tempi dell'università. Ci sono tornato a lavorare con Maria Cristina Olati, la mia editor, che mi ha fatto raccontare anche la mia storia personale». Una storia segnata profondamente (e positivamente) da Braccialetti Rossi. «Non posso dire che non percepisca un prima e un dopo. È come se avessi ricevuto un gran calcio e fatto un salto».