Airò e la ceramica di Castelli a Tirana, tra arte e tradizione

27 Febbraio 2020

TIRANA. ”Modellare l’acqua” di Mario Airò, a cura di Simone Ciglia, è il progetto con il quale la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso ha vinto per la seconda volta – unico ente culturale in...

TIRANA. ”Modellare l’acqua” di Mario Airò, a cura di Simone Ciglia, è il progetto con il quale la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso ha vinto per la seconda volta – unico ente culturale in Abruzzo – il bando Italian Council, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
Questo nuovo progetto vede protagonista Airò, fra gli interpreti maggiori della sua generazione, chiamato a misurarsi con una eccellenza del territorio, la ceramica di Castelli. Modellare l’acqua ha portato l’artista a toccare per la prima volta questa tecnica, interpretandola con la sensibilità poetica che caratterizza il suo lavoro. Le forme della ceramica castellana sono utilizzate dall’autore per plasmare il motivo naturale dell’acqua e del suo scorrimento, in un’installazione ambientale che cita il tema della fontana.
L’idea progettuale si è affinata in corso d’opera, attraverso il dialogo con i designer e gli artigiani che hanno affiancato l’artista nella produzione. Con loro, Airò ha sperimentato soluzioni tecniche inedite, in dialogo con la tradizione locale. Questo confronto si è declinato nella selezione di una serie di forme archetipiche del repertorio castellano: gli oggetti d’uso, piatti, tazze, brocche, hanno ricondotto l’artista in quel dominio del quotidiano che spesso anima la sua opera.
“Modellare l’acqua” sarà esposta dal 27 febbraio al 22 marzo nella galleria Bazament di Tirana, grazie a una collaborazione con l’Istituto italiano di cultura della capitale albanese. Dal 4 al 26 luglio l’allestimento sarà visitabile nella sede della Fondazione a Castelbasso e dopo questa tappa l’opera è destinata a entrare nella collezione del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, la maggiore istituzione del settore nel nostro Paese, diretta da Claudia Casali.
«Il tema acquatico affiora come paradigma formale e simbolico nell’opera di Airò», spiega il curatore Simone Ciglia, «Per un artista che dichiara la volontà di plasmare anche lo spazio che ospita il suo lavoro, l’acqua, con la sua mancanza di forma allo stato liquido, rappresenta quasi un’idiosincrasia. Al centro del suo ragionamento, i movimenti dell’acqua, i micro-flussi che interessano luoghi come greti di fiumi e torrenti, i sassi e le cavità che li abitano, sagomando e modellando lo scorrere del liquido. L’artista immagina di sostituirsi a essi, trasformando le mani in conche e dossi che ne determinano l’andamento, plasmando l’acqua stessa».
«Quali sono le logiche secondo le quali l’arte contemporanea dovrebbe confrontarsi con produzioni artigianali legate al passato? «Credo ci sia bisogno di tutte le linee di ricerca possibili», spiega l’artista Mario Airò, «in quanto l’arte tende a essere assolutista, ad appropriarsi di tutto. Confrontarsi con forme, tradizioni, tecniche diverse da sé permette di vedere le cose da un altro punto di vista e di generare possibilità nuove per queste tecniche e capacità manifatturiere». «Dopo il traguardo raggiunto lo scorso anno con il progetto Retina di Stefano Arienti, con la realizzazione di un trittico di arazzi nell’Arazzeria pennese (ora nella collezione del museo MAXXI di Roma), la Fondazione», spiega il presidente Osvaldo Menegaz, «prosegue la missione di mettere in dialogo l’arte contemporanea con le eccellenze artigianali dell’Abruzzo. Questo nuovo progetto vede protagonista Mario Airò, fra gli interpreti maggiori della sua generazione, chiamato a misurarsi con un’altra eccellenza del territorio, la ceramica di Castelli. Siamo molto felici di poter presentare a livello internazionale il risultato di questo impegno», prosegue Menegaz, «grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, che ha supportato la prima presentazione del lavoro e un ricco calendario di attività ad esso legate».
Partner del progetto sono l'Istituto Italiano di Cultura di Tirana, lo spazio Bazament di Tirana, Harabel platform for contemporary art, Arago Design, Daniele Paoletti, i docenti del Liceo artistico Grue di Castelli, il laboratorio dell’Arte ceramica italiana, Giovanni Giacomini (direttore e proprietario della collezione del Museo delle ceramiche di Castelli) e la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con il progetto “Italian Council”.