“Aiutati dai nemici”, storia vera di guerra e di generosità

20 Marzo 2019

PESCARA . Nell’agosto del 1943 cinque soldati dell’esercito indiano, catturati dai tedeschi e deportati nel campo di prigionia di Avezzano, fuggono e trovano rifugio nella piccola comunità di Villa...

PESCARA . Nell’agosto del 1943 cinque soldati dell’esercito indiano, catturati dai tedeschi e deportati nel campo di prigionia di Avezzano, fuggono e trovano rifugio nella piccola comunità di Villa San Sebastiano, ospiti della famiglia di Romano Berardi. Per un anno tutta la comunità sii prende cura di questi soldati a rischio della propria vita, fino all’arrivo degli americani.
Questa storia è stata raccontata in un libro da uno dei cinque prigionieri, il maggiore Ramchandra Govindrao Salvi (titolo originale «Whom enemies sheltered»). Il libro ora è disponibile in traduzione a cura di Luciano Gargano per le edizioni Cultura e dintorni con il titolo Aiutati dai nemici. Scrive l’editore Luca Carbonara nella presentazione: «Saranno i miti abitanti di Villa San Sebastiano, piccolo paese adagiato ai piedi delle aspre montagne d’Abruzzo, i loro angeli custodi, i loro imprevisti salvatori. Nel pieno fragore delle armi, queste persone, non guardarono né al diverso colore della pelle né alla nazionalità né alla religione di questi uomini in fuga che istintivamente accolsero come fossero stati fratelli nelle proprie case aiutandoli, sfamandoli e proteggendoli per mesi dalle retate e dalle perquisizioni dei tedeschi». Per il traduttore Gargano, «Una storia come questa ha il potere di riconciliarci con la vita, di aprire il cuore alla speranza, di trasmettere fiducia e testimoniare che un mondo migliore è ancora possibile».
Al ritorno in India dalla guerra R. G. Salvi fu invitato a diventare membro del primo gruppo di servizi amministrativi indiani creato dopo l’indipendenza dell’India. Ricoprì in seguito ruoli importanti nell’ambito ministeriale e del governo dello stato di Maharashtra. Salvi però non dimenticò mai Villa San Sebastiano e la generosità dei suoi abitanti. Nel 1965 tornò in Abruzzo con tutta la famiglia per rivedere quei luoghi e ritrovare i suoi salvatori. Subito dopo scrisse le sue memorie. «Grazie a Luciano Gargano per aver documentato questa edificante storia» scrive il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio nell’introduzione al libro, «che è stata in tal modo perpetuata alle giovani generazioni e la cui fortuna è testimoniata dalla presente ristampa. Sono lieto che un messaggio tanto positivo stia avendo un così grande successo di divulgazione e provochi una così profonda emozione in chi lo recepisce».
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