Al Bano: «A 81 anni il mio sogno è cantare la fine delle guerre»

Oggi il cantante allo stadio Angelini si esibirà prima della gara «Amo Maradona, andrei a cena con Conte e simpatizzo Milan»
CHIETI. Oggi tocca ad Al Bano. Appuntamento allo stadio Angelini di Chieti. Talmente popolare e famoso il cantante scelto oggi dalla Virgo – dopo i vari Riccardo Fogli, Valeria Marini, Annalisa Minetti e Aka 7even – che Chieti – Atletico Ascoli (ore 14,30), partita valida per il girone F della serie D, rischia di passare in secondo piano.
Sì, perché molta gente ha acquistato il biglietto più per vedere Al Bano e sentirlo cantare che per assistere alla partita di calcio. Il binomio musica–pallone continua a mietere successo a Chieti. E il nuovo corso voluto dal patron Altair D’Arcangelo riscontra i favori della gente. Al Bano arriva a Chieti reduce dall’ultima fatica. Si intitola, infatti, “Il sole dentro” (Mondadori) il libro scritto da Albano Carrisi (in arte e per tutti Al Bano) con Roberto Allegri, la cui presentazione a Lecce è in programma il 9 dicembre, alle ore 17,30, al Teatro Paisiello. E alla vigilia del ritorno in Abruzzo l’artista di Cellino San Marco ha parlato del calcio e del binomio pallone-musica. E del compianto Diego Maradona.
Albano Carrisi, qual è il suo rapporto con il calcio?
«Non sono un tifoso di una squadra in particolare, mi piace il calcio giocato e soprattutto che unisce».
Qual è la sua squadra del cuore e perché?
«Ho delle simpatie per il Milan, ma sono molto amico dell’ex presidente dell’Inter Pellegrini e di Luciano Moggi… non voglio scontentare nessuno. Ovviamente, essendo salentino, ci tengo particolarmente al Lecce!».
Lo sportivo preferito?
«Nel corso della mia vita artistica ne ho conosciuti tanti, ma non escluderò mai l’amico e genio Diego Armando Maradona».
Con quale uomo di calcio andrebbe a cena una sera?
«Antonio Conte. Grande calciatore e altrettanto grande allenatore».
È la prima volta che si esibisce prima di una partita di calcio?
«Altre voltel’ho fatto, sì ho già cantato in passato. Le più recenti sono state prima della finale di Coppa Italia e prima della Partita del cuore cantanti contro politici».
Calcio e musica: è un nuovo modo per riempire lo stadio?
«Direi che si tratta di un’accoppiata vincente! Sono entrambi elementi che uniscono. Forse sul calcio si dovrebbe lavorare un po’ di più….».
Il suo rapporto con l’Abruzzo?
«Fantastico! Quando posso, ci torno volentieri. Ricordo nel 2009 quel fantastico progetto Artisti Uniti per l’Abruzzo, per aiutare a raccogliere fondi per la ricostruzione post terremoto dell’Aquila. Sono contento di aver dato il mio contributo per l’Abruzzo».
Dice di essere malato di “sanremite”, a febbraio la vedremo al Festival?
«Aspettiamo il 2 dicembre per conoscere il responso di Carlo Conti. Ho presentato due brani, incrociamo le dita. Vorrei chiudere un conto in sospeso con Sanremo dopo l’ingiusta eliminazione del 2017».
A 81 anni che cosa vorrebbe fare che non ha già fatto?
«Cantare la fine della Guerra in Ucraina e Russia e in Medioriente. Sarebbe il sogno di ogni essere umano».
Chi è il suo erede nella musica?
«Bella domanda…. Accendo la radio e le farò sapere».
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