Al Bano: ecco “Raccogli l’attimo” l’album con Romina dopo 25 anni

20 Febbraio 2020

CELLINO SAN MARCO . «L’esperienza di Sanremo è stata fantastica e interessante e ho voglia di ritornarci, anche in gara perché no, mi diverte. Vedere tutto l’Ariston in piedi per te è stata una...

CELLINO SAN MARCO . «L’esperienza di Sanremo è stata fantastica e interessante e ho voglia di ritornarci, anche in gara perché no, mi diverte. Vedere tutto l’Ariston in piedi per te è stata una grande emozione, anche per Romina. Lei è stata irremovibile alla proposta di essere in gara, ha messo il suo veto più assoluto e non c’è stato modo per farle cambiare idea».
Un Al Bano frizzante e prodigo di racconti alla presentazione nella sua Cellino dell’album “Raccogli l’attimo” realizzato con Romina Power, in uscita domani. «Al festival abbiamo condiviso tanti bei momenti», ricorda. «ci basta uno sguardo. Ci è stato chiesto un bacio, ma non c’entrava niente in quella canzone. Comunque il palco non è casa tua e non puoi farci quello che vuoi. Io sono fatto così, non sono un ruffiano e non sono capace». Le scale dell’Ariston sono state protagoniste per Al Bano e Romina. «La gente si diverte e non so come mai», osserva. «Poteva essere una finta caduta, una scivolata: s’inventano tutto». La canzone “Raccogli l’attimo” ha riunito musicalmente in duetto la coppia Carrisi-Power. «Mi hanno proposto questo brano, mi è piaciuto e l’ho fatto ascoltare a Romina», rivela. «Volevo risvegliare la voglia di far parlare di più la musica che il personaggio, di più il cantante insomma e dopo è venuto fuori il progetto dell’album». Sono passati 25 anni dall’ultima registrazione di un duetto. «Lei se n’è andata in America e io ho continuato la mia esperienza in Europa», spiega. «Ai festeggiamenti dei miei 70 anni è venuta fuori questa cosa e Romina ha accettato di ritornare in duo». Si è parlato di brani che Romina non voleva. «Il disco è stato improntato in questa maniera: lei dall’America e io dall’Italia. “Per troppo amore”, mi disse, non le piaceva e così l’ho incisa io, tutto qui». “Il pianto degli ulivi” porta anche la firma di Paolo Limiti. «L’ho scritta con lui nel ’75 e incisa, ma passò inosservata. Ho voluto riportarla alla luce e credo di aver fatto la cosa giusta». “Madre mia” è dedicata a mamma Iolanda. «L’ho scritta quando era ancora in vita e oggi l’effetto è ancora più amplificato perché non c’è più», dice commosso. «L’ho scritta perché ha dato tanto alla mia vita, era orgogliosa di questa dedica. Ai suoi funerali non ce l’ho fatta a cantarla». Al Bano dice la sua anche su Taranto e l’ex Ilva: «La colpa è di quei politici che fecero mettere fabbriche di lavoro ma anche di morte. L’agricoltura era la vera protagonista di questa terra insieme al turismo e all’artigianato: l’acciaio non c’entra niente con noi».
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