Al Bano: ho paura, ma finirà e allora farò una festa pazzesca

1 Aprile 2020

Il cantante racconta la sua quarantena: «Ho la fortuna di stare in campagna tremo per chi vive in pochi metri. Ho tempo ora di pensare ai miei tanti errori»  

CELLINO SAN MARCO. «Stiamo combattendo la terza guerra mondiale. Sono nato quasi alla fine della seconda guerra mondiale, questa la vivo come la vivono in tutto il mondo: con paure e attenzioni». Così Al Bano, intervistato da Rtl 102.5 durante il programma “Non Stop News”, ha raccontato come sta vivendo la sua quarantena e questo tempo problematico. «La mia fortuna», ha spiegato il cantante di Cellino San Marco, «è che circa cinquant’anni fa decisi di vivere in campagna e quella è stata veramente una scelta vincente, perché al mattino posso camminare, fare il contadino e muovermi tra il verde, gli ulivi... Ma mi rendo conto di quanti italiani sono invece agli “arresti domiciliari” e devono dar sfogo alle loro fantasie, trasformare quei cento metri quadri in cui abitano in qualcosa di immenso, di nuovo, raccogliere i propri affetti e viverli in prima persona quotidianamente. Io sono ora per la prima volta a contatto quotidiano dalla mattina alla sera con i miei figli», ha raccontato poi. «Anche l’amore si intensifica, capisci cosa vuol dire anche la quotidianità dell’amore e mi sono stupito di quanto sia bello. Per cinquant’anni sono stato uno zingaro per i miei viaggi in tutto il mondo, questa volta sono costretto a vivere la mia quotidianità. La paura c’è», ammette, «sto molto attento agli incontri, anche se devo spostarmi. Quando morirà il maledetto virus farò una festa incredibile».
Sul tempo trascorso in casa e sulla possibilità di usarlo per riflettere, Al Bano ha aggiunto: «Stando a contatto stretto nascono spontanee quelle domande per vedere quali sono le reazioni, revisioni buona parte del tuo passato. Sto scoprendo nei libri di fotografie “l’altro passato”, vissuto intensamente ma che non ho mai avuto tempo di visionare in profondità. Ora sto avendo tempo di farlo e devo dire che ho avuto un passato interessante, intenso, come lo è anche il presente. Cosa avrei fatto in quel periodo se avessi avuto l’esperienza di oggi? È una domanda che mi sono fatto spesso», ha rivelato, «sto revisionando il mio passato, anche artistico. Di errori ne ho commessi senza fine, però il buon Dio mi ha voluto bene e mi ha sempre salvato. Sono stato uno non troppo attento alla carriera, non mi sono mai organizzato con l'impresario “giusto”, con tutte quelle cose che ho imparato vivendole, ma grazie a Dio è andata bene».
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