Al Festival Dannunziano il dramma di Glauco

7 Settembre 2024

Oggi all’Aurum presentazioni di libri e lo spettacolo teatrale diretto da Giampiero Mancini

PESCARA. L’ottava giornata del Festival Dannunziano si apre stamattina all’alba (ore 6), sulla spiaggia della Riviera Sud di Pescara con il concerto musica, letture e danza sulla spiaggia, Alba Dannunziana, di Pierluigi Di Clemente. Alle 16 alla Sala Tosti dell’Aurum, proiezione di Futurismo, Caffeina d’Europa, documentario di Giordano Bruno Guerri, direzione artistica di Massimo Spano, seguito dalle presentazione di due libri: alle 17 D’amore e d’arte di Anna Sica, e alle 18 Il debutto della figlia di Iorio (Ianieri edizioni) di Raffaella Canovi, che conduce il lettore nelle vicende appassionanti che hanno portato Gabriele d’Annunzio a creare il suo capolavoro teatrale più celebre. Alle 19, sempre in Sala Tosti, Sotto il segno dei Pesci, di Fernando Guarino che proporrà una lettura astrologica della vita del Vate.
Alle 21 si passa al piazzale Michelucci dell’Aurum per il clou della giornata, che chiuderà questa edizione del Festival Dannunziano: lo spettacolo Glauco, adattato e diretto da Giampiero Mancini, che nel secondo atto interpreta il protagonista. Con lui la compagnia S.m.o di Pescara, formata dai migliori attori dell’omonima scuola di Recitazione.
Il capolavoro scritto nel 1919 da Ercole Luigi Morselli, è una possente riflessione sull'amore e sulla caducità delle illusioni. Il protagonista incarna lo scacco che incombe su coloro che diventano schiavi del proprio desiderio, al punto di perdere ciò che appare davvero importante. La storia è ambientata in una Grecia antica, mitologica. Glauco è un giovane e povero pescatore, innamorato di Scilla, la bella figlia del ricco pastore Forchis, che disprezza Glauco a causa della sua umile condizione sociale. In un gesto disperato, Glauco ruba, con la complicità di Scilla, dal ricco Forchis e fugge via mare. Scilla è ripudiata e vagherà raminga. Molti anni dopo, divenuto Re, Glauco sulla via del ritorno incontra la maga Circe, che si innamora di lui e decide di trasformarlo in un essere immortale. Ma con i poteri divini, arriva anche un senso di isolamento: Glauco torna nella sua terra natale per ritrovare Scilla, scoprendola. In un gesto finale di amore e dolore, Glauco si fa calare in mare con il corpo senza vita di Scilla tra le braccia, per trascorrere l'eternità abbracciato al suo amore perduto.
Morselli utilizza una scrittura lirica e simbolica, ispirata alla mitologia greca, per tessere un esempio significativo del teatro simbolista e decadente.