Al Festival di Berlino l’Italia non c’è

14 Febbraio 2021

Ma nella sezione Special ecco il documentario su Lucio Dalla di Pietro Marcello

ROMA. Tra i 15 film in concorso niente Italia, tanta Germania, un po’ di Francia e qualche spruzzata di Oriente, ma nella sezione Special della Berlinale 2021, presentata dalla direttrice Mariette Rissenbeek e dal direttore artistico Carlo Chatrian, c’è il documentario di Pietro Marcello Per Lucio, ritratto dell’artista Lucio Dalla attraverso materiali di repertorio pubblici e privati. Nella sezione Forum, da segnalare invece il film di Fabrizio Ferraro La veduta luminosa, racconto del viaggio di una strana coppia, un regista e l’assistente di un produttore assente, che parte da Roma per raggiungere Tubinga, inoltrandosi nella Foresta Nera, alla ricerca dei luoghi del poeta Friedrich Hölderlin.
Tornando al concorso “ridotto” di questa singolare edizione del festival (1-5 marzo) - che quest'anno si avvarrà di un doppio appuntamento: il primo fissato per l’1, interamente online dedicato alla stampa e agli operatori del settore, il secondo in presenza per il pubblico dal 9 al 20 giugno, ben 5 film tedeschi, tra cui Next door, esordio alle regia di Daniel Brühl. Ci saranno poi tre opere francesi, tra le quali una di Céline Sciamma, Petite maman con protagonisti 2 bambini di 8 anni e anche il geniale coreano Hong Song-Soo con Introduction. «Si tratta di un lavoro in parte girato a Berlino», ha detto Chatrian, «con protagonista un giovane che cerca di trovare la strada dei suoi desideri». Ma sorprese arrivano ancora di più dalla sezione Berlinale Special, 11 titoli da 10 Paesi, con film come The mauritanian, thriller con Tahar Rahim, Shailene Woodley, Jodie Foster e Benedict Cumberbatch e French exit con Michelle Pfeiffer e Lucas Hedges. In programma sempre a Special, la regista canadese Lina Roessler che porta alla Berlinale Best seller con protagonisti Michael Caine e Aubrey Plaza e poi ancora una regista, la statunitense Natalie Morales con Language lessons. Tornando al concorso, da segnalare anche Bad luck banging or loony porn di Rady Jude «che torna al festival con un altro film irriverente e politico, una sorta di radiografia della Romania contemporanea», sottolinea il direttore artistico. E ancora l’attore ispano-tedesco Daniel Brül che si misura con la sua prima regia in Next door. A Encounters, nuova sezione introdotta nel 2020, c’è il canadese Denis Côté con Hygiène sociale. Sulla divisione tra Industry Event, in programma dall'1 al 5 marzo con film selezionati solo per la stampa, e il cosiddetto Summer Special (9-20 giugno) aperto al pubblico, ci tiene a dire Mariette Rissenbeek: «Vogliamo organizzare a giugno una grande festa per gli appassionati di cinema, incantare ancora una volta il pubblico e offrire loro una festa per i sensi».