Al Festival di Toronto “Preghiera” di Cavuti racconta i terremoti

Il regista e compositore francavillese ha coinvolto interpreti come Guanciale, Placido, Siravo, Paola Gassman, Pagliai
«A quel tempo risale l’origine della convinzione popolare che, se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopoterremoto o in un dopoguerra». Le parole scritte da Ignazio Silone dopo il terremoto del 1915 che devastò Avezzano e la Marsica vengono lette da Lino Guanciale nel film “Preghiera” di Davide Cavuti, prodotto da MuTeArt Film.
Dopo la presentazione alla 74ª Mostra di Venezia, il documentario del regista e compositore francavillese verrà proiettato domenica prossima, 17 giugno, all’Italian Contemporary Film Festival di Toronto. Tra gli ospiti dell’importante vetrina canadese del cinema italiano ci sono Claudio Bisio, premio alla carriera, Antonio Albanese con il film “Come un gatto in tangenziale”, l’attrice Luisa Ranieri e il regista de “Il postino” Michael Radford.
Una particolare attenzione è stata rivolta dagli organizzatori agli eventi drammatici legati ai terremoti del 2009 e del 2016 in Italia centrale, che hanno fatto scattare la risposta solidale della comunità italiana in Canada: in quest’ottica vengono presentati “Preghiera” di Cavuti e “La botta grossa” del cineasta marchigiano Sandro Baldoni. Dedicato alle popolazioni colpite dai terremoti dell’Aquila del 2009 e dell’intero centro Italia tra il 2016 e il 2017, “Preghiera” è un documento audiovisivo nato con lo scopo di mantenere accesa la luce su queste tragedie.
Volti e voci di questa orazione laica sono, oltre a Guanciale, abruzzese di Avezzano, Michele Placido, Edoardo Siravo, Paola Gassman e Ugo Pagliai. Interpreti che hanno lavorato con Davide Cavuti nei suoi spettacoli. Spiega l’autore abruzzese:«Tutti hanno detto subito sì al progetto. Ho coinvolto solo attori con i quali ho lavorato in teatro. “Preghiera” è un lavoro a cui tutti teniamo. Siamo tutti molto legati all’Aquila, anche gli attori hanno un rapporto molto stretto con la città».
“Preghiera” è una gemmazione del progetto editoriale e discografico “Vitae” (2016): il disco, 23 tracce, contiene brani originali di Cavuti interpretati da Luca Argentero, Alessandro Haber, Giorgio Pasotti, Violante Placido, Caterina Vertova e altri attori. Nell’album sono presenti anche le voci di due giganti del teatro italiano scomparsiù: Giorgio Albertazzi, con un testo sui “Desaparecidos”, e Arnoldo Foà, con il brano “Lettera ad Antonio”, in ricordo del giornalista francavillese Antonio Russo, inviato di guerra di Radio Radicale, ucciso nel 2000 a Tbilisi.
Il ricavato della vendita del cd (acquistabile nel Teatro dei 99 dell’Aquila) è destinato alla ricostruzione del capoluogo abruzzese e di Amatrice. “Vitae” doveva essere presentato il 26 agosto di due anni fa, ma due giorni prima ci fu il terremoto ad Amatrice: «Si aggiunse purtroppo una seconda tragedia in territori a noi vicini e allora mi è sembrato giusto destinare i proventi delle vendite del disco anche ad Amatrice. Mi auguro che il pubblico riconosca in questo lavoro un piccolo gesto d’amore da parte di ognuna delle voci che pazientemente ho raccolto in questi anni». La prima traccia dell’album “Vitae”, il testo “Preghiera” letto da Paola Gassman e Ugo Pagliai, ha dato poi il nome al film, presentato l’anno dopo al Lido e ora al festival di Toronto.
«Per dare maggiore impulso all’operazione ho voluto fare un piccolo documentario, basato sulle immagini dei luoghi colpiti dai sismi e su pagine forti di autori importanti come gli abruzzesi Benedetto Croce e Ignazio Silone, che subirono loro stessi un terremoto, Croce a Casamicciola e Silone nella Marsica, e scrissero delle ruberie post sisma, un danno quasi maggiore del terremoto». Alla presentazione di “Preghiera” a Toronto, però, Davide Cavuti non ci sarà, impegnato proprio domenica col debutto a Cittareale del suo “I sognatori hanno piedi poggiati sulle nuvole”, un recital spettacolo con Lino Guanciale su testi e musiche dell’autore francavillese (ore 19.30, tensostruttura). Terzo capitolo del percorso iniziato con l’album “Vitae” e proseguito con il film “Preghiera” sarà infine in autunno la pubblicazione del libro “Le vite”.
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