Al festival pure il docufilm su Tondelli del regista aquilano Andrea Adriatico

Sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma il nuovo film del regista e sceneggiatore aquilano Andrea Adriatico La solitudine è questa, dedicato a Pier Vittorio Tondelli. Prodotto da Cinemare con...
Sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma il nuovo film del regista e sceneggiatore aquilano Andrea Adriatico La solitudine è questa, dedicato a Pier Vittorio Tondelli. Prodotto da Cinemare con Pavarotti International 23, il docufilm è scritto da Adriatico insieme a Grazia Verasani e Stefano Casi, coi quali l’autore abruzzese aveva già creato un altro ritratto “contro”, il biopic Gli anni amari su Mario Mieli.
La solitudine è questa si affida a sette scrittori italiani under 40 per raccontare Tondelli in un “road doc movie” da Correggio a Berlino, passando per L’Aquila, Bologna, Milano, Rimini, Roma, Firenze, Orvieto. Nel capoluogo abruzzese, dove nel 1980 fu sequestrato per oscenità il primo romanzo di Tondelli, Altri libertini, è intervistata Viola Di Grado: l’autrice di Fame blu durante la processione del Venerdì Santo racconta il libro d’esordio dello scrittore, lanciato proprio dal sequestro aquilano.
Tra Roma e Orvieto, invece, Alcide Pierantozzi ci immerge nelle atmosfere del romanzo Pao Pao, che Tondelli ambientò nelle due città del suo servizio militare. Sulle spiagge di Rimini Alessio Forgione racconta il libro di maggior successo, Rimini. A Porta Sempione, a Milano (città in cui PVT ha vissuto e lavorato gli ultimi anni), Paolo Di Paolo indaga l’unico testo teatrale di Tondelli, Dinner party. Nella natìa Correggio Angela Bubba legge e commenta Biglietti agli amici in piazza Tondelli e di fronte al suo liceo. Claudia Durastanti narra l’avventura editoriale della raccolta di articoli Un weekend postmoderno, tra Firenze e Bologna (città delle passioni artistiche e degli studi), con tappa davanti casa di Andrea Pazienza. Chiude il viaggio Berlino, città amatissima dall’autore: Jonathan Bazzi svela Camere separate, l’ultimo doloroso romanzo sulla malattia e la morte, uscito nel 1989 alla fine di un decennio vissuto pericolosamente.
Oltre agli scrittori ci sono gli “intervist/attori” Lorenzo Balducci e Tobia De Angelis, a incarnare parole e corpi degli scritti tondelliani. Adriatico aveva dato simbolicamente il primo ciak al film nel giorno del trentennale della morte di Tondelli, avvenuta il 16 dicembre 1991 a 36 anni. Pochi giorni fa, il 14 settembre, avrebbe compiuto 68 anni il cantore degli anni Ottanta, autore di pagine in cui ha dato voce alla “lost generation” postmoderna. E da una frase dell’ultimo romanzo Camere separate, che il regista aquilano ha trasposto in uno spettacolo teatrale portato anche in Abruzzo, viene il titolo del film.
«La solitudine di Tondelli è anche quella del viaggiatore», sottolinea Adriatico, appena insignito della Targa Volponi, fondatore a Bologna nel 1993 del Centro Internazionale Teatri di Vita. «Era un viaggiatore instancabile, amava celebrare la provincia e mitizzare Europa e America come terre di libertà e piacere. Ma viaggiare non era solo conoscere città sulle orme di autori e artisti amati, spesso bastava una discoteca di Rimini o Riccione per osservare la gente. E così lo immaginiamo: capace di isolarsi nel rumore, prendendo mentalmente appunti e intrecciando ineludibilmente vita e scrittura».