Al Lido è la giornata di Penelope Cruz e dell'esordiente Elodie

5 Settembre 2022

Dodici minuti di applausi e commozione per “L’immensità” Ma in passerella tutti impazziscono per la ventenne Sadie Sink

VENEZIA. Donne infelici e complici, donne in lotta, donne non madri, il quinto giorno di Venezia 79 è per grandi ritratti femminili e sul red carpet sono le attrici a dare il senso della giornata. Penelope Cruz, mamma per L'immensità di Emanuele Crialese in concorso, Elodie attrice debuttante nel western sul Gargano Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa (sezione Orizzonti), Virginie Efira materna con I figli degli altri di Rebecca Zlotowski (in concorso) e Sadie Sink, figlia ribelle in The whale di Darren Aronfsky (in concorso). Davanti al Palazzo del cinema c'è la folla delle grandi occasioni, giovanissimi dalle 9 di mattina stazionano per non perdere il posto in prima fila e veder passare Sadie Sink: ha la loro stessa età più o meno, 20 anni, e lascia il segno come bravura nel film sull'uomo balena Brendan Fraser, che prima di morire cerca di ritrovare un rapporto con la figlia che non vede da otto anni dopo aver lasciato lei e la moglie per un uomo. La adorano per Stranger things, serie tv del momento, e c'è da scommettere che faranno notte per lei e magari, giacché ci sono, restano lì per il beniamino Harry Styles, cantante e attore che arriva domani per Don't worry darling, diretto dalla compagna Olivia Wilde e interpretato con la “Vedova nera” della Marvel Florence Pugh.
Il film del giorno comunque è L'immensità di Crialese con Vincenzo Amato, Penelope Cruz e l'esordiente Luana Giuliani, che raccoglie 12 minuti di applausi e si candida al Leone d'oro. Commozione di Crialese e del suo cast, Penelope Cruz su tutti. L’attrice spagnola si è buttata nel progetto da subito. Interpreta una moglie infelice, «in trappola per il suo matrimonio finito» e «una madre che diventa complice della figlia Adriana, così diversa. Per l’attrice ancora un ruolo di madre: «ho fatto sette film con Pedro Almodovar e in cinque sono madre, la maternità mi appartiene, è un mondo infinito sempre da scoprire, così come la famiglia», aggiungendo che «l'Italia è la mia seconda casa».
Sul Lido c’è anche Elodie. «Recitare, rispetto a cantare, mi ha fatto toccare vibrazioni più profonde. Un po’ come andare in analisi. Lo rifarei, perché per me è stata una sorta di terapia», ha detto la cantante, per la prima volta attrice nel film Ti mangio il cuore, diretto dal pugliese Pippo Mezzapesa, in sala dal 22 settembre. Un debutto, quello di Elodie, da protagonista: nel film in bianco e nero interpreta Marilena, l'affascinante moglie di un boss malavitoso che innamorandosi del figlio di una famiglia rivale riaccende un'antica, sanguinosa faida. Ma Marilena è anche una donna pronta ad affrontare con coraggio le ragioni del cuore e della giustizia. Siamo tra gli altopiani del Gargano, dove domina la “quarta mafia”, la più feroce. Nel cast c’è anche Michele Placido. Il personaggio di Marilena? «Ho molte affinità con lei, sarei orgogliosa di una donna del genere che sceglie il coraggio». Dice Mezzapesa, alla terza prova da regista: «Punti di partenza del film, l'utilizzo del bianco e nero e Elodie nel ruolo di Marilena, un personaggio che si potrebbe paragonare a Elena di Troia».
In concorso c’è anche Rebecca Zlotowski, con il bel dramma sulle famiglie allargate I figli degli altri, in sala dal 22 settembre. Protagonista è Virginie Efira, un'insegnante piena di vita, che ama il suo lavoro, gli studenti, gli amici, le lezioni di chitarra. Incontra Alì (Roschdy Zem, in concorso come regista con Les Miens), si innamora di lui, si affeziona a sua figlia di quattro anni, Leila, avuta con la ex moglie (Chiara Mastroianni), se ne prende cura come fosse sua madre anche se non lo è. Il desiderio di fare famiglia si fa sempre più grande: il tempo stringe, ma il destino è un altro. E forse si può essere felici a prescindere.