Al Marrucino va in scena “Il povero Piero” di Achille Campanile

È considerata una delle commedie più divertenti del ventesimo secolo, Il povero Piero. Tratta dall’omonimo romanzo nato nel 1959 dalla penna di Achille Campanile, che lo adattò successivamente per il...
È considerata una delle commedie più divertenti del ventesimo secolo, Il povero Piero. Tratta dall’omonimo romanzo nato nel 1959 dalla penna di Achille Campanile, che lo adattò successivamente per il teatro, la commedia sarà messa in scena dalla compagnia teatina “Da grande voglio crescere” al Teatro Marrucino di Chieti domani alle ore 21. Lo spettacolo, fuori concorso, chiuderà la rassegna di Teatro Dialettale “Premio Marrucino 2023”.
Achille Campanile è ritenuto un precursore del teatro dell’assurdo: la vicenda, paradossale, del protagonista, recitano le note di presentazione dello spettacolo, «offre l’occasione per alcune serissime considerazioni e ipotesi non solo sull’assurdità dei comportamenti umani, ma anche su un tema delicato, e sul quale pochi hanno osato ridere, come quello della morte. Campanile utilizza l’arma del riso rivoluzionario per liberarsi, in un sol colpo, del pesante fardello del senso comune». La regia è di Carmela Caiani. La storia si snoda nel salotto di casa Davenza, dove parenti e amici si uniscono al dolore della signora Teresa, che ha da poche ore perso l’amato marito Piero. La volontà del defunto, espressa nel suo testamento, è ben chiara: rendere nota la sua morte solo dopo le esequie; ma la casa si fa sempre più affollata. Inizia a popolarla «un carosello di personaggi, ridicoli e spassosi, patetici e nevrotici, colti in un momento di alta e seria cerimonialità». Dalle canoniche frasi di circostanza si scateneranno «equivoci, gag, situazioni paradossali, sorprese e imprevisti, pronti a smontare pezzo per pezzo quella maschera di perbenismo che la vita sociale ci spinge a creare». Fino a un «inaspettato colpo di scena».