Al Maxxi L’Aquila apre oggi la mostra “Visibileinvisibile”

1 Aprile 2023

A dialogo le opere di Marisa Merz (1926-2019) e di Shilpa Gupta (Mumbai, 1976) due protagoniste dell’arte al femminile tra dimensione poetica e temi sociali

L’AQUILA . «Palazzo Ardinghelli è bellissimo, un museo che accoglie molto bene l’arte. La relazione tra storia e contemporaneo mi affascina da sempre e quando riesce è importante». Beatrice Merz, presidente Fondazione Merz, sarà al Maxxi L’Aquila oggi per l'inaugurazione della nuova stagione espositiva che si apre con la doppia personale dedicata a Marisa Merz e Shilpa Gupta, due artiste tra le più riconosciute nel panorama internazionale.
La pratica artistica di Marisa Merz (1926-2019) Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2013, esplora con sculture, installazioni e disegni la dimensione intima, domestica e privata in una poetica delicata, fragile e sottile come trame di rame.
Le opere di Shilpa Gupta (Mumbai, 1976) conducono a un’ulteriore riflessione sul presente, in particolare sui temi sociali e sulle identità culturali. La mostra – aperta al pubblico dal 2 aprile al 1° ottobre 2023 – tesse un dialogo nel tempo e nello spazio tra due protagoniste dell’arte al femminile che si arricchiscono di nuove prospettive e significati nell’incontro tra le loro opere.
All’anteprima stampa di oggi intervengono Alessandro Giuli presidente Fondazione Maxxi, Marco Marsilio presidente di Regione Abruzzo, Pierluigi Biondi sindaco dell’Aquila, Bartolomeo Pietromarchi direttore Maxxi L’Aquila, Beatrice Merz e l'artista Shilpa Gupta. “Visibileinvisibile”, titolo della mostra ispirato al celebre testo incompiuto di Maurice Merleau-Ponty “Il visibile e l’invisibile”, è curata da Bartolomeo Pietromarchi e Fanny Borel, realizzata in collaborazione con Fondazione Merz, con il sostegno di Cassa depositi e prestiti e il patrocinio del Comune dell’Aquila.
Beatrice Merz, quale il suo approccio all'Aquila?
«Ero già stata in città per i sopralluoghi al Maxxi prima di cominciare questa nuova avventura, mi è piaciuta molto, mi aspetto una buona accoglienza dagli aquilani nei confronti di una proposta così particolare. Palazzo Ardinghelli è bellissimo, studiando le sale per gli allestimenti insieme alla giovane curatrice e al direttore ho potuto metterlo a fuoco, un museo che accoglie molto bene l’arte, non è uno spazio tradizionale, è anche un edificio storico, una bellissima operazione di recupero. Sarà bello durante i sei mesi della mostra creare degli appuntamenti».
Il fascino del luogo sposa idealmente i temi della mostra?
«Secondo me sì, tanto le opere di mia madre, Marisa Merz, che quelle di Shilpa Gupta sono anche molto intime e all’interno di quelle sale s’incontrano benissimo. Poi c’è il rapporto tra la storia dell’edificio e il contemporaneo, una relazione che a me affascina da sempre e quando riesce è molto importante soprattutto.
Contemporainetà di Marisa Merz e sua capacità di dialogare con l'oggi.
«Mia madre ha sempre dialogato con i luoghi dove ha esposto e con i territori. La mostra all’Aquila funzionerà molto bene, sono opere anche un po’ particolari, intime, una diversa dall’altra, c’è diversità di materiali e di immagini che arricchiscono il progetto espositivo. È una piccola importante retrospettiva per entrambe le artiste».
Due mondi, due storie, due epoche nelle opere di due artiste nate a 50 anni di distanza in luoghi tanto lontani come lo sono l’Italia e l’India. Dove vanno cercati punti di contatto e confini?
«Bartolomeo Pietromarchi nel suo testo curatoriale ha inteso molto bene il limite tra visibile e invisibile, quello che vuoi o non vuoi far comparire. Anche il loro modo, la sensibilità delle due artiste nell’affrontare i temi è una questione importante. L’una, mia madre, è più materica, l’altra più politica, più legata al sociale, entrambe con una sensibilità molto marcata che le accomuna, capaci di dire delle cose molto forti ma anche di camminare in punta di piedi senza per questo tacere, dicendo comunque ma con garbo.
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