Al via “Teatro di parola” cinque spettacoli tratti dalla grande letteratura

28 Marzo 2024

Apertura il 4 aprile con “La scorciatoia”, da Ennio Flaiano Domenico Galasso interprete e coautore con Troiano

VASTO. Alighieri, Flaiano, Hemingway, Berto, Melville. Cinque spettacoli teatrali tratti da romanzi e dal poema dantesco per la nuova edizione a Vasto di “Teatro di parola”, rassegna che caratterizza i Giovedì Rossettiani e che avrà inizio il 4 aprile con la pièce La scorciatoia, dall’unico romanzo di Ennio Flaiano, Tempo di uccidere, Premio Strega 1947. Appuntamento alle 21 al teatro Rossetti, come per gli altri incontri in scaletta.
«“Tempo di uccidere” riflette la drammatica esperienza bellica di Flaiano durante la campagna d’Etiopia in qualità di sottotenente del Genio. Un romanzo sconcertante, apparso tra l’altro in pieno clima neorealista, che pone lo spettatore di fronte a una corrosiva crisi di coscienza e a un profondo senso di colpa per un’umanità ignota e derelitta», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, interpretato da Domenico Galasso, autore anche della drammaturgia insieme ad Alfredo Troiano. «Durante la Campagna d’Africa un giovane ufficiale italiano mette a nudo se stesso e confessa un crimine che lo tormenta aprendo la propria coscienza e quella degli spettatori. Un Flaiano inusuale e disturbante».
Attore di forte intensità drammatica, di meritata fama e lunga esperienza, Domenico Galasso, direttore del Piccolo Teatro Orazio Costa, cui è affidata quasi tutta la produzione del ciclo “Teatro di parola”, è comparso recentemente anche in serie tv molto seguite come Mare Fuori (Rai2) e Supersex (Netflix).
Anche le altre proposte di “Teatro di parola” sono tratte da grandi testi letterari. Secondo Giuda con Pietro Faiella, autore pure della drammaturgia dal romanzo La Gloria di Giuseppe Berto, è l’appuntamento dell’11 aprile. Una settimana dopo, giovedì 18 aprile, è la volta di E io solo sono rimasto per raccontarlo, interpreti Miriam Di Nardo Di Maio (che firma anche le coreografie) e Alfredo Troiano, traduzione e drammaturgia di Alfredo Di Maio dal Moby Dick di Herman Melville. Il 2 maggio torna Galasso con la sua composizione drammatica Dire di Dante. Recitar narrando, spettacolo strutturato sull’interpretazione di alcuni passi dell’Inferno. Infine, il 9 maggio alle 18, appuntamento dedicato ai bambini (e non solo), con Il vecchio e il mare, dal romanzo breve di Ernest Hemingway, spettacolo con attori – Zenone Benedetto (suoi testo e regia) e Tiziano Feola – e pupazzi, prodotto dalla compagnia I guardiani dell’oca.
«Il teatro di parola è un genere che mette in contatto speciale e privilegiato l’attore con lo spettatore» si legge nella presentazione della rassegna vastese. «Certo, si tratta di un teatro rivolto a chi vuol capire e pensare, spesso senza l’ausilio della gestualità, dei costumi e di scenografie mirabolanti, un vero e proprio rito culturale in cui ciò che conta è la parola. L’invenzione teatrale parla a un pubblico dotato di spirito critico e disposto all’ascolto e alla riflessione. L’idea era stata accarezzata anche da Pasolini, ma soprattutto da Pirandello quando alludeva al teatro come camera della “tortura”. Lo spettatore diventa preda di una giostra emotiva, di “un gioco delle parti” in cui nessuno è esente dall’essere colpito o “torturato” dalla parola teatrale che interroga la coscienza».
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