Alfredo D’Aloisio, in arte (e in politica) Cohen: il film

16 Dicembre 2018

Torna sulla scena attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e apprezzato l’ attore lancianese protagonista di cabaret e prosa, cinema, tv e battaglie civili

LANCIANO. L’arte di Alfredo Cohen torna sulla scena attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e apprezzato: oggi alle 18 l’attore viene celebrato nella città che gli ha dato i natali con la proiezione al teatro Fenaroli di Lanciano del documentario “Alfredo D’Aloisio in arte (e in politica) Cohen”, realizzato da Enrico Salvatori e Andrea Meroni, due registi che collaborano con la Rai.
Il progetto è una sorta di evoluzione del primo ricordo dopo la morte, avvenuta nel 2014 a causa di un infarto che lo ha colpito mentre era in vacanza in Tunisia. Nel 2015 al polo museale di Lanciano venne organizzato un incontro nel quale furono proiettate foto e immagini di scena. Il video, girato su Youtube, ha fatto maturare l’idea di un film più ampio: dalle ricerche nelle teche Rai sono venuti fuori spezzoni di spettacoli e apparizioni in trasmissioni televisive degli anni ’70 e ’80, poi unite alle interviste a chi ha conosciuto Cohen e ha lavorato con lui. Compaiono perciò nel film la giornalista Maria Rosaria La Morgia, il poeta Marcello Marciani, il regista Arnaldo De Rosa, lo scenografo di Castel Frentano Lucio Bucci che curava le sue scenografie, il regista cinematografico e sceneggiatore Carmine Amoroso, il musicista Fabio Zuffanti, attivisti per i diritti lgbt quali Valerie Tacconelli ed Enzo Cucco, le sue ex alunne e i famigliari, a partire dalle sorelle Assunta e Falvia.
Ne viene fuori un ritratto che restituisce Cohen in tutta la sua eclettica attività di artista che ha fatto cabaret e teatro di prosa, ha insegnato teatro sperimentale nelle scuole medie, ha inciso dischi ed è apparso sul grande schermo. Non meno importante fu l’impegno civile: è stato tra i pionieri delle lotte per i diritti degli omosessuali in Italia negli anni ’70 a Torino, dove con Angelo Pezzana e Fernanda Pivano fu tra i fondatori del Fuori, acronimo che sta per Fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani.
Anche a questo è legata la scelta come nome d’arte del cognome tipicamente ebreo Cohen, quale metafora di discriminazione e simbolo di minoranza perseguita. In Piemonte Alfredo era arrivato dopo il liceo a Lanciano, dove nel 1942 era nato nello storico quartiere di Lancianovecchia.
Inizialmente lavora anche in fabbrica per pagarsi gli studi, ma la laurea in Lettere la consegue nel 1968 a Urbino.
Insegna per alcuni anni nelle medie del comprensorio frentano prima di tornare Torino, dove fa il professore alle medie e debutta nel cabaret, con i suoi primi personaggi in linea con l’impegno politico, che stimolano il dibattito sulla lotta al sessismo e irridono il moralismo piccolo-borghese e i luoghi comuni sull’omofobia. Il 1977 è l’anno in cui chiude col cabaret, si trasferisce a Roma e si vota al teatro di prosa.
Sempre nel ’77 inizia la collaborazione con Franco Battiato, che arrangia e produce il 33 giri “Come barchette dentro un tram”, di cui Cohen firma testi e musiche. Più noto è il 45 giri del 1979 con “Roma” e soprattutto “Valery”, canzone dedicata alla giovane attivista transessuale Valérie Taccarelli, prima versione della più celebre “Alexanderplatz” che Battiato riadatta nel 1982.
Nel cinema Cohen lavora con Mario Monicelli ne “Il marchese del Grillo” (1981) dove compare nella parte di una delle voci bianche, e in “Parenti serpenti” (1992) scritto dal concittadino Carmine Amoroso, nel quale è un commerciante di profumi. In realtà qui avrebbe dovuto interpretare la parte, poi affidata ad Alessandro Haber, del figlio che a sorpresa fa outing e che si chiama proprio Alfredo: Monicelli però gli preferisce Haber perché Cohen avrebbe tolto l’effetto sorpresa.
A partire dagli anni ’90 D’Aloisio lascia il mondo dello spettacolo per motivi personali, e torna insegnante a Nettuno, vicino Roma, dove fa anche attivamente volontariato nelle carceri e nel sociale. Dopo i primi anni sotto le luci dei riflettori di Torino e Roma, Cohen è protagonista in Abruzzo per la prima volta nel 1985: per la Rai regionale lavora a due speciali televisivi con la regia di Maria Rosaria La Morgia. Nello stesso periodo i suoi spettacoli vengono portati in scena a Pescara e Lanciano, la città natale che ha sempre frequentato, e dove da domenica avrà una “seconda casa” nel Foyer del teatro Fenaroli che gli verrà intitolato dopo la proiezione del film.
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