All’Aquila Film Festival in scena il cinema invisibile

Dal 18 gennaio la 12esima edizione della rassegna che ospita pellicole d’autore cortometraggi e incontri con registi e studiosi della settima arte
L’AQUILA. L'Aquila Film Festival torna dal 18 gennaio al 3 maggio per la 12esima edizione. La rassegna, diretta da Federico Vittorini, dell'associazione L'Idea di Cleves, mira a dare la possibilità al pubblico di confrontarsi con i protagonisti del cinema d'autore attraverso incontri curati da docenti universitari, di godere di retrospettive, nuove uscite che non hanno avuto distribuzione in città, cortometraggi, rarità e film in concorso che verranno votati dal pubblico. Il tutto con la ormai nota formula del biglietto etico, secondo la quale ciascuno decide quanto vuole o può pagare, in un clima da cineforum.
Quest'anno, il festival si internazionalizza con la versione Erasmus Friendly degli eventi, nata dalla collaborazione con l'Adsu e Aquilasmus: i film verranno sempre proiettati con traduzione inglese per renderli accessibili agli studenti stranieri che risiedono nel capoluogo. Proseguono le collaborazioni con l'università dell'Aquila, l'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, il Centro sperimentale di cinema, il Gssi e l'Accademia di belle arti. Altra novità riguarda la location che si sposta dall'Auditorium del Parco al Palazzetto dei Nobili.
E’ già molto nutrita intanto la prima parte del programma che copre i primi due mesi del 2018.
Apertura il 18 gennaio con l'ultimo capolavoro di animazione giapponese "Your name." di Makoto Shinkai accompagnato da un aperitivo nipponico per inaugurare la 12esima edizione e da una lezione continua di disegno manga a cura della Scuola di fumetto d'Abruzzo.
Per tutta la rassegna spazio a maestri del cinema mondiale e a pellicole che non hanno avuto la distribuzione che meritavano: “Happy End” di Michael Haneke, “Loveless” di Andrei Zvjagincev (Premio della giuria a Cannes), “Paterson” di Jim Jarmusch, “The Square” di Ruben Östlund (Palma d’Oro a Cannes), “Cuori puri” di Roberto De Paolis.
I titoli in concorso sono, invece, film non ancora distribuiti in Italia, eventi rari per il pubblico aquilano e visibili solo all’Aquila Film Festival: “Blue my mind”, dramma fanta-adolescenziale della regista svizzera Liza Brühlmann; “Diane a les épaules” di Fabien Gorgeart, racconto sincero sulla maternità surrogata; l’austriaco “Mademoiselle Paradis” di Barbara Alert, opera in costume basata su una storia vera; “Razzia” di Nabil Ayouch, un grande racconto lungo 30 anni attraverso i cambiamenti del Marocco; “The Breadwinner” di Nora Twomey, considerato il nuovo “Persepolis”.
Saranno 11 i cortometraggi che si contenderanno il favore di una giuria mista inter-accademica di studenti del Centro sperimentale di cinematografia Abruzzo, del corso di Storia del cinema dell’università dell’Aquila e dell’Accademia di belle arti dell’Aquila: “16 semanas” di Carlota Coronado, “A sweden classic” di Måns Berthas, “Ce que cache la neige” di Loïc Gaillard, “Dulce Rutina” di Giada Ceotto, “From Hasakah with love” di Mohammad Farahani, “Preliminares” di Teresa Bellón e César F. Calvillo, “Ratzinger vuole tornare” di Valerio Vestoso, “Simposio Suino in Re minore” di Francesco Filippini, “Stai sereno” di Daniele Stocchi, “Goût bacon” di Emma Benestan, “Un minutito” di Javier Macipe.
Due eventi anche per la sezione “Dialoghi sul cinema” in cui esperti si confrontano col pubblico su temi cinematografici: una piccola personale dedicata al regista aquilano Emiliano Dante, con la proiezione del suo ultimo documentario “Appennino”, passato in concorso al Torino Film Festival e la sua opera seconda, “Limen (Omission)”, del 2012. Il professore Massimo Fusillo, dell'università dell'Aquila, incontrerà il regista per ripercorrerne la filmografia. Il secondo appuntamento è con la presentazione del libro del professore Sandro Volpe dell’università di Palermo “La mia notte con Maud: un’analisi. Ritorno a Clermont-Ferrand”. Dialogherà con l'autore il professor Mirko Lino, docente di Storia del cinema dell'università dell'Aquila per esplorare l'opera di una delle figure più emblematiche del cinema della Nouvelle Vague: il grande regista francese Eric Rohmer, scomparso nel 2010. Durante l'evento saranno proiettati due capolavori del grande autore: “La mia notte con Maud” e “Racconto d’autunno”. (g.d.t.)
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