All’Aquila per capire dove va il mondo

3 Ottobre 2018

Il Festival della Partecipazione: 50 incontri con 300 ospiti tra i quali Michela Murgia, Marco Damilano, Ascanio Celestini

L’AQUILA. Cosa vuol dire essere cittadini ai tempi della globalizzazione, in un’epoca in cui i cambiamenti sociali, politici ed economici e il progresso tecnologico creano nuove opportunità, limitando e minacciando, al tempo stesso, libertà e diritti che ci sembravano acquisiti? Che possibilità hanno gli individui di incidere concretamente sulle grandi questioni pubbliche in un mondo in cui il potere appare sempre più concentrato nelle mani di pochi attori che sfuggono a ogni controllo democratico?
Sono alcuni dei quesiti e dei temi che animeranno la 3ª edizione del Festival della Partecipazione, in programma all’Aquila dall’11 al 14 ottobre. Organizzato da ActionAid Italia e da Cittadinanzattiva, con il contributo di Slow Food e la collaborazione del Comune dell’Aquila, il festival proporrà oltre 50 eventi, per un totale di circa 300 relatori, che invaderanno sale, teatri e piazze del centro storico. “Sogni, incubi, realtà. Democrazia e partecipazione nell’era dell’incertezza”: questo il filo conduttore dell’edizione 2018, che, come quelle passate, getterà uno sguardo approfondito anche sulla particolare situazione dell’Aquila, proprio alla vigilia del decimo anniversario del terremoto del 6 aprile.
Nel programma – disponibile sul sito www.festivaldellapartecipazione.org – troveranno spazio tavole rotonde, spettacoli, dibattiti, concerti, workshop e lectio magistralis. Tanti gli ospiti attesi: ci saranno, tra gli altri, il direttore dell’Espresso Marco Damilano, la scrittrice Michela Murgia, l’attore e regista Ascanio Celestini, i cantautori Dente, Colapesce e Cisco dei Modena City Ramblers. All’apertura prenderà parte anche Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento.
«Il Festival», afferma Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, «è un luogo di incontro e confronto, promosso e realizzato dai cittadini, con cui vogliamo da un lato sottolineare, ancora una volta, come l'azione civica possa non solo produrre effetti nella vita reale, ma migliorare la stessa qualità della democrazia. Decine di persone verranno per raccontare le proprie esperienze, ispirarsi e imparare dalle altre, cercare soluzioni condivise».
«Il titolo di questa terza edizione», spiega Marco De Ponte, segretario nazionale di ActionAid Italia, «nasce proprio dall’esigenza di fare emergere l’anima partecipativa dell’Italia e affrontare i problemi che la investono nello stato di incertezza e paura che caratterizza la nostra epoca. Oggi viviamo un incubo rispetto alla possibilità reale della società civile di partecipare alle scelte che la riguardano. All’Aquila la società civile crea, attraverso il Festival, spazi in cui i cittadini possono non solo sognare, ma confrontarsi e lavorare a un’Italia possibile; un’Italia capace di sopravvivere all’incubo della crescente esclusione sociale, del razzismo, dell’odio verso il diverso. La forza del Festival è considerare la partecipazione come condizione e come risorsa per una democrazia compiuta, di qualità».
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