Alla scoperta del genio di Guido Reni attraverso i luoghi d’arte di Roma

Aperta fino al 22 maggio, la ricca esposizione “Il sacro e la natura” nelle sale della Galleria Borghese Poi, visite straordinarie alla Cappella dell’Annunziata del Quirinale e al Casino Pallavicini Rospigliosi
È un invito a 360° quello che fa la città di Roma in occasione della mostra dedicata a Guido Reni, in questi giorni allestita alla Galleria Borghese: per l’occasione, infatti, non solo si potrà visitare l’esposizione, ma si potrà seguire un vero e proprio itinerario attraverso la città, alla scoperta dei capolavori degli anni romani del Maestro. Un viaggio alla scoperta del profondo rapporto che legò l’artista a Roma con le grandi committenze legate al Giubileo del 1600, dell'impatto stravolgente che ebbe l'archeologia nelle sue opere, del confronto con Caravaggio e con gli altri grandi artisti del tempo nella sua ricerca di un linguaggio nuovo per la pittura religiosa e di paesaggio.
Colto, raffinato, perfezionista, Guido Reni, a dispetto di come la storia lo raccontava, era anche uomo irrequieto e tormentato, dalla personalità non meno complessa e ombrosa di quella dichiaratamente maledetta di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. «Un pittore che abbiamo sempre considerato straordinario interprete classico della pittura religiosa, che però è stato anche straordinario sperimentatore», spiega appassionata la direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti.
È proprio qui, nelle sale della grande collezione del Cardinale Scipione Borghese, che inizia la scoperta di questo artista attraverso le trenta opere che fino al 22 maggio comporranno la mostra Guido Reni a Roma. Il Sacro e la Natura.
L'ultima grande esposizione italiana dedicata all’artista risale a trent’anni fa: questa nuova mostra, curata da Cappelletti, ruota intorno al ritrovamento della Danza Campestre, uno dei primi 'acquisti' del cardinal Scipione nel 1605, considerato disperso nell'800, ricomprato dal prestigioso museo romano dopo la sua ricomparsa nel mercato antiquario londinese nel 2020. L’olio racconta una festa da ballo all'aperto sotto un cielo gonfio di nuvole, dalle mille gradazioni di quel profondissimo blu che dell'artista bolognese è un po’ la cifra: un tassello fondamentale per ricostruire i primi anni romani del pittore, i conflitti, le sperimentazioni, la messa a punto di un suo personale, particolarissimo linguaggio. «Non un percorso di formazione, perché Reni arriva a Roma sull'onda di una carriera brillante», spiega Cappelletti. Un giovane di 26 anni che veniva da una famiglia dove l'arte era di casa e che era già conosciuto e apprezzato.
La mostra della Galleria Borghese non è paragonabile a nessun’altra nel suo mostrare l’incontro-scontro del talentuoso pittore con l'ambiente romano, quel suo prendere ispirazioni e lasciare arte: solo qui, infatti, è possibile ammirare le opere di Guido Reni insieme agli altri grandi capolavori romani. La celeberrima Atalanta e Ippomene del Museo di Capodimonte, contrapposta al Ratto di Proserpina di Bernini, che ne rivela la somiglianza compositiva, la Strage degli Innocenti della Pinacoteca di Bologna, messa a confronto con l’Apollo e Dafne, ancora dello scultore napoletano, che svelano le medesime espressioni. O ancora, il Davide con la testa di Golia del Louvre, accanto alla statua che Bernini dedicava al futuro sovrano biblico o il rosso carnale dei mantelli di Caravaggio che si ritrova sugli abiti delle sante di Guido Reni. Dal grande impatto dell'atrio, dove campeggiano imponenti quattro strepitose pale d'altare, fino alle sale dove generosi prestiti di altri musei fanno da cornice alla Danza campestre , tutto conferma quanto fosse forte l'attrazione tra le diverse forme di espressione artistica, con la pittura e la scultura che sembrano contaminarsi l'una con l'altra.
Ma la mostra “Il sacro e la natura” è solo il punto di partenza per riscoprire la grandezza di Reni, tanto che al poderoso catalogo (Marsilio) si affianca un itinerario di luoghi romani dove ritrovarlo: musei, cappelle, chiese dove opere e affreschi fanno scoprire le radici di quella leggendaria perfezione che gli viene da sempre attribuita. Sempre con Marsilio, è in uscita Guido Reni a Roma. Itinerari, ventitre tappe, tra gallerie, chiese, residenze private e istituzionali. E ancora, il viaggio questa volta virtuale realizzato da IF Experience per i visitatori della mostra, la mappa con i luoghi e le opere del Maestro, scaricabile tramite un qr code.
Per tutto il periodo della mostra, inoltre, la Presidenza della Repubblica aprirà in via eccezionale la Cappella dell'Annunziata a Palazzo del Quirinale, affrescata tra il 1609 e il 1611 da Reni per papa Paolo V Borghese. Visite guidate ogni venerdì e sabato, dal 18 marzo fino al 21 maggio, alla Cappella e alle sale di papa Paolo V Borghese: informazioni e prenotazioni https://palazzo.quirinale.it. Infine, il Casino dell’Aurora Pallavicini Rospigliosi ha deciso di aprire al pubblico gratuitamente l’affresco dell’Aurora realizzato dal Maestro per il cardinale Scipione Borghese. Informazioni su www.casinoaurorapallavicini.it.