Amadeus il trionfatore festeggia il tris d’oro: «Il 2023? Ci penserò»

7 Febbraio 2022

SANREMO. A cantargli le lodi è venuto l’ad della Rai in persona, Carlo Fuortes, pronto a lanciare il Festival quater: «Squadra che vince non si cambia. Sarebbe pazzesco non partire da questo successo,...

SANREMO. A cantargli le lodi è venuto l’ad della Rai in persona, Carlo Fuortes, pronto a lanciare il Festival quater: «Squadra che vince non si cambia. Sarebbe pazzesco non partire da questo successo, ma dobbiamo parlarci e il primo a volerlo deve essere Amadeus». E lui, il condottiero che torna vincitore dalla battaglia, è «onorato della proposta», ma prende tempo: «Ringrazio l’ad, ma dobbiamo ragionare a menti riposate. Fare Sanremo per me è un lavoro molto lungo. C’è bisogno di idee, di forza, di prendere le cose in maniera molto seria. Avremo modo di vederci e chiacchierare serenamente». L’ex ragazzo di via Massena, il giovanotto di Radio Deejay, l’ex gaffeur che ora fa il «passo indietro» con le partner femminili e regala fiori anche agli uomini, ha imparato le arti della riflessione e della diplomazia: «Deve partire tutto dalla mia testa, ecco perché i sì e i no non vanno detti a caldo, dopo una notte in cui ho dormito tre ore». Il trionfo, però, se lo gode tutto: gli ascolti stellari, 11,2 milioni e il 58.4% di share medio, il record della raccolta pubblicitaria da 42 milioni, il boom sui target più giovani. «Diciamo che il mio primo Festival ha fatto Rumore, il secondo ha fatto stare Zitti e buoni, il terzo è da Brividi», scherza citando i brani vincitori. «È una giornata speciale, che voglio ricordarmi per sempre. Il primo anno, con Fiorello, sembrava di vivere un sogno. L’anno dopo siamo piombati nel dramma: è lì che ho deciso di dare al pubblico, soprattutto ai più giovani, chiusi in casa, il loro Festival. È nata così l’edizione della rivoluzione musicale, dei Maneskin e del record. Quest’anno siamo ripartiti dalla musica in gara: i miei superospiti erano i concorrenti».