Amadeus saluta, è conto alla rovescia per l’addio alla Rai

14 Aprile 2024

L’azienda: «Ricostruzioni false, nessuna pressione su di lui»  Il conduttore a un passo dal firmare il contratto con il Nove 

ROMA. Il countdown è partito, anche se il d-day dovrebbe scattare all'inizio della prossima settimana: Amadeus sarebbe ormai a un passo dalla firma con il Nove, l'ammiraglia del gruppo Warner Bros. Discovery. L'annuncio ufficiale potrebbe arrivare già domani, o al massimo martedì, dopo un incontro tra il conduttore e il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi. Ma nel clima infuocato non si escludono sorprese e si registra l'irritazione di Viale Mazzini contro le indiscrezioni che vorrebbero l'uomo di punta del palinsesto pronto a cambiare squadra per le pressioni ricevute, in particolare nell'ambito dell'ultimo Sanremo. Interpretazioni «tanto false quanto dannose per l'azienda», scandisce la tv pubblica.
«Ricostruzioni che appaiono tanto più fantasiose quando fanno riferimento a presunte pressioni che Rai avrebbe esercitato nei confronti di Amadeus che invece - come da lui stesso più volte ripetuto anche durante l'ultimo Festival di Sanremo - ha sempre goduto, nelle proprie scelte, della massima autonomia e libertà, che gli sono state riconosciute e garantite dalla Rai stessa, in nome della stima e della profonda fiducia, assolutamente mai venute meno». Una presa di posizione netta, anche in replica alle critiche dell'Usigrai, che parla del possibile addio di Amadeus come «l'ennesimo duro colpo per la Rai», «una perdita che potrebbe avere gravi ripercussioni sugli ascolti ed anche sui conti dell'azienda». A rilanciare le voci sull'imminente addio di Amadeus è ancora una volta Fiorello, che dopo le esternazioni fatte venerdì a Viva Rai2, ha ripreso il discorso anche a TvTalk. Ospite della puntata di ieri su Rai3, Fiorello ha detto: «Amadeus ha fatto questa scelta. È una scelta di vita. Non c'è dietrologia, non ci sono soldi o tutto quello che si sente: vuole nuovi stimoli…». A Viva Rai2! , invece, aveva letto il finto comunicato ufficiale della Rai, firmato anche da vertici del passato, come Carlo Fuortes e Fabrizio Del Noce: «Oggetto: sono sempre i migliori che se ne vanno. La comunicazione è relativa alle indiscrezioni che vogliono uno dei più noti volti emigrare verso il canale 4 + 5, archiviata con la sigla in codice “Ama non si ama”», ha ironizzato Fiorello, che chiama il Nove anche «il canale radice quadrata di 81», «3 per 3», «8 + 1».
Fiorello lancia il sasso nello stagno anche sul futuro di Sanremo: «Le autostrade sono spianate. Carlo è stato contattato per #Sanremo2025, ci sta pensando. Da oggi sicuramente sarà sì. Posso dire la mia? Dopo Amadeus bisogna andare sul sicuro e Carlo Conti è il sicuro».
La Rai ha messo nero su bianco la sua controproposta per il rinnovo del contratto di Amadeus, in scadenza a fine agosto. Ma sarebbe ormai agli ultimi dettagli la definizione dell'accordo con il gruppo guidato in Italia da Alessandro Araimo, che ha già messo a segno il colpo Fabio Fazio. Per Amadeus sul Nove sarebbe pronto l'access prime time, sua fascia di elezione su cui ha costruito il suo patto di ferro con il pubblico. In ballo anche l'ipotesi di una serie di prime serate legate alla musica, in cui Amadeus metterebbe in campo l'esperienza del quinquennio da direttore artistico e conduttore di Sanremo, con risultati storici in termini di ascolti (66% la media 2024), spot (oltre 60 milioni la raccolta dell'ultima edizione, record di sempre) e impatto sul mercato discografico (90 i brani certificati oro e platino da Fimi e 14 milioni di copie vendute in cinque edizioni del festival). A spingere il conduttore verso nuove sfide professionali, oltre agli aspetti economici, sarebbe comunque il desiderio di maggiore libertà dai condizionamenti, anche politici, sulla Rai, più che mai con il cambio dei vertici in vista, nonché la possibilità di innovare e sperimentare sulla rete cresciuta di più in questa stagione rispetto al resto del panorama tv. Come confermato del resto dall'amico Fiorello a Tv Talk. Che poi ribadisce, per quanto riguarda se stesso, di essere «libero. Il mio contratto inizia alla prima puntata di un programma e finisce all'ultima».