“Amaryllis. Lacrime di passione”: quando l’amore nutre la poesia

CHIETI. La poesia fra le forme di sublimazione forse è la più elevata, la più profonda. Anzi essa, la poesia, soprattutto nella tradizione del Dolce stil novo votata al mito della donna angelo, non...
CHIETI. La poesia fra le forme di sublimazione forse è la più elevata, la più profonda. Anzi essa, la poesia, soprattutto nella tradizione del Dolce stil novo votata al mito della donna angelo, non ha mai perso questa vocazione che si nutre soprattutto dell’amore non corrisposto. Su un amore non corrisposto o comunque sublimato ha impostato la sua prima pubblicazione poetica Stefano Maria Simone, poeta di 20 anni di Chieti, che ha pubblicato “Amaryllis Lacrime di passione” (edizioni Irdi Destinazione arte), con prefazione di Massimo Pasqualone. Siamo di fronte a un giovane poeta che nonostante l’età non matura – Stefano Simone frequenta il secondo anno di Lettere classiche – ha già incamerato in sé quella dimensione trascendentale e simbolica della poesia, che prende avvio dall’ispirazione amorosa. Nei suoi versi Simone lega così il sentimento amoroso con il desiderio umano, il profondo anelito che rivela all’uomo la sua condizione di vuoto e mancanza e che la poesia tende a compensare. È un viaggio oltre il sentimento, quello tentato nel volumetto, in cui si giunge ad oltrepassare l’amore trasformandolo in un’esperienza mistica, quasi una sorta di trascendenza. Mettendo a frutto la lezione degli stilnovisti il poeta cerca di esprimere quanta forza ci sia nell’amore non corrisposto e quanto l’amore non corrisposto faccia scatenare quelle forme di esperienza immaginativa e poetica senza le quali probabilmente non esisterebbe gran parte della nostra letteratura.
A conferma di ciò si leggano questi versi, in cui le metafore e le similitudini mirano a descrivere una condizione di assenza che però si fa esplorazione profonda dell’essere umano: «Lentamente, la delicata Amaryllis si allontana dalle innamorate mie pupille come una stella che distaccandosi dal cielo cade, scavando immensi crateri di mancanze infinite».