Ambra, Lunetta, Monica, Marina... le mattatrici in scena

TERAMO. Con Ambra Angiolini e Francesco Scianna, protagonisti della commedia del premio Nobel 2005 Harold Pinter “Tradimenti”, si apre domani, 10 novembre, al Comunale di Teramo l'11ª stagione di...
TERAMO. Con Ambra Angiolini e Francesco Scianna, protagonisti della commedia del premio Nobel 2005 Harold Pinter “Tradimenti”, si apre domani, 10 novembre, al Comunale di Teramo l'11ª stagione di prosa allestita dalla Società della musica e del teatro Primo Riccitelli con la direzione artistica di Ugo Pagliai.
Otto gli spettacoli in cartellone, ognuno in tre recite (la doppia replica, alle ore 17 e alle ore 21, nella seconda data). "Tradimenti", pièce scritta nel 1978, ambientata tra Londra e Venezia, è una narrazione a ritroso del rapporto extraconiugale tra la gallerista Emma, sposata con l'editore Robert, e Jerry, agente letterario e scrittore, dal 1977, quando si rivedono a due anni dalla fine della loro relazione, al 1968, quando la passione ebbe inizio. In scena anche Francesco Biscione. Le musiche sono del teramano Luca D'Alberto, la regia di Michele Placido. Doppia replica l'11 novembre.
La stagione prosegue il 18 e 19 novembre con “I suoceri albanesi” di Gianni Clementi, regia Claudio Boccaccini, con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi nei panni dei finto-progressisti Lucio e Ginevra, lui ruspante consigliere comunale, lei pretenziosa chef in carriera, il cui cianciare inclusivo verrà smentito quando la figlia adolescente si fidanza con un carpentiere albanese.
Le canzoni di Domenico Modugno e la Sicilia (e il continente) di quegli anni nello spettacolo di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni “Penso che un sogno così…”, che l'attore e cantante siciliano porterà al Comunale in tre serate, il 2, 3 e 4 dicembre. L'anno nuovo si apre con la verve di Lunetta Savino in “Grand Guignol all'italiana” di Vittorio Franceschi, ritratto dell'Italia trash odierna; produzione del Tsa-Teatro Stabile d'Abruzzo con la regia del suo direttore artistico Alessandro D'Alatri (14 e 15 gennaio). Non poteva mancare un classico di Pirandello: il 27 e 28 gennaio ecco “Il fu Mattia Pascal”, viaggio nella contraddizione tra essere e apparire incarnato da Tato Russo (anche regista), nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis. Quattro anni dopo il furente e toccante “Mi chiedete di parlare” in cui fu Oriana Fallaci, sarà a Teramo, il 16 e 17 febbraio, Monica Guerritore con “Qualcosa rimane” di Donald Margulies: rivalità femminile e generazionale nello scontro tra la matura Ruth (Guerritore), scrittrice di fama e talento, e la giovane e ambiziosa allieva Lisa (Alice Spisa, Premio Ubu 2013).
Altro ritorno è quello, il 7 e 8 marzo, di Silvio Orlando, interprete con Marina Massironi della pièce di Domenico Starnone “La scuola”, regia Daniele Luchetti; si ricompone così sulle tavole del palcoscenico il binomio attore-regista che fece la fortuna esattamente vent'anni fa dell'omonimo riuscitissimo film e che, nel 1992, aveva una prima volta portato a teatro il testo di Starnone col titolo “Sottobanco”. Conclusione il 5 e 6 aprile con Biagio Izzo e la commedia di Vincenzo Salemme (anche regista) “L'amico del cuore”. (c.s.)
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