Andrea Pazienza, trent’anni senza la sua arte

19 Aprile 2018

Al Mattatoio di Roma dal 25 maggio per la prima volta tutta l’eredità in 120 opere del disegnatore morto nel 1988

ROMA. Era il 16 giugno 1988, quando nella sua casa di Montepulciano moriva improvvisamente Andrea Pazienza. Trentadue anni, eppure già un genio, creatore di cult come Pentothal, l'amorale Massimo Zanardi, il mensile Frigidaire. Proprio nei giorni del trentennale, a raccontare il fumettista e pittore nato a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956 e che a Pescara si è formato e ha vissuto la prima giovinezza studiando al liceo artistico dal ’74 al ’76 sarà “Andrea Pazienza, trent'anni senza”, mostra che Arf! Festival e Napoli Comicon portano in esclusiva dal 25 maggio al 15 luglio al Mattatoio di Roma, spazio espositivo che alle grandi matite pare dedicato per aver ospitato Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017.
Una galleria di 120 opere originali, che per la prima volta riunirà in un unico luogo le eredità artistiche del più eclettico e geniale autore italiano, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i familiari, a cura di Stefano Piccoli e Mauro Uzzeo con la supervisione di Marina Comandini Pazienza e Mariella Pazienza, moglie e sorella del disegnatore. Con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco. Dunque una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che ha consacrato Pazienza nell’empireo della letteratura disegnata. Ma anche memorabilia, prove di layout, scritti, bozzetti e una prima copertina di Frigidaire con appunti.
«Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del '77 bolognese», scriveva di lui Pier Vittorio Tondelli. «Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile», il ritratto di Roberto Benigni.
Il catalogo sarà pubblicato da Coconino Press - Fandango Libri. La mostra al Mattatoio di Roma (ex Macro Testaccio) piazza Orazio Giustiniani 4, osserverà il seguente orario: 12:30 - 19:30 (chiuso i lunedì). Biglietti: €12, ridotto €10. Info: 060608, www.arfestival.it. (c.s.)
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