Anna Valle: «Torno a raccontare Lea la “mia” infermiera che sa ascoltare»

12 Novembre 2023

L’attrice con Giorgio Pasotti da questa sera su Rai1 per la seconda stagione della serie in 4 puntate «È una fiction che affronta temi delicati, in cui si parla davvero con i figli, di problemi ma non solo»

«Un’infermiera specializzata, empatica, una donna che ha saputo rimettersi in piedi dopo un grande dolore: la perdita del figlio tanto atteso che portava in grembo, tutti noi vorremo incontrarla in ospedale, sa farci con i bambini ma anche con gli adolescenti. Non a caso in questa nuova stagione ci occuperemo molto del rapporto genitori - figli». Anna Valle torna in tv con uno dei suoi personaggi più complessi, con un misto di forza e delicatezza a vestire il camice di Lea, infermiera specializzata nel reparto di pediatria dell'ospedale di Ferrara.
“Lea - I Nostri Figli” va in onda in prima serata su Rai1 per 4 appuntamenti da stasera, per la regia di Fabrizio Costa, seconda stagione della serie coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, da un'idea di Peter Exacoustos, soggetto di serie, soggetti di puntata e sceneggiature di Mauro Casiraghi e Anna Mittone.
Valle è affiancata da Giorgio Pasotti (primario di pediatria e suo ex marito nella fiction) e Mehmet Günsür (Arturo, musicista legato alla protagonista e papà di una adolescente, Martina, avuta da una relazione precedente). L’attrice nella presentazione ha espresso la sua stima per chi fa il difficile lavoro di infermiere, ha parlato degli ingredienti che stanno contribuendo al successo della serie e ha svelato alcune anticipazioni sul rapporto tra Marco e Lea. La storia riparte tre anni dopo le vicende della prima stagione.
Valle, Lea Castelli le assomiglia in qualche aspetto?
Abbiamo cose in comune, certamente, e altre meno. Entrambe una spiccata empatia verso le persone che ci circondano. Io adoro la musica e ora Lea sta con un musicista, ma vedremo delle situazioni evolvere.
Ci racconti il personaggio.
Lea va sempre al cuore delle emozioni dei suoi pazienti, è importante soprattutto se sono così giovani. Non sempre i genitori conoscono i loro figli sono generazioni – in contesti assai diversi – a volte fragili, altri non sanno confrontarsi, o temono di far soffrire qualcuno, pensano di saper gestire da soli situazioni non alla loro portata, o semplicemente sono impauriti, succede. L'empatia è sempre stata una dote di Lea, ma il dolore l’ha resa ancor più sensibile di fronte alla sofferenza ma questo non le impedisce di essere lucida nei momenti più delicati.
Nella fiction si affrontano con delicatezza temi forti. Quanto è importante non rendere tabù questi temi sociali ma parlarne apertamente?
Parlare delle cose – non solo dei problemi – fa sempre e solo bene. E mi riferisco a ogni ambito: dall’insegnare a tuo figlio come gestire una cosa, al parlare di un aspetto personale che potrebbe diventare un problema. Basta farlo in modo costruttivo. Dopo la fine del matrimonio con Marco, Lea ha ritrovato l'amore in Arturo, accogliendo la figlia di lui Martina come sua. Ora vivono tutti insieme nel casale di Arturo. Lea fa da madre a Martina anche quando la ragazzina si caccia in un guaio non da poco e quando la rimprovera la ragazzina non a caso le dice tu non sei mia madre, ma Lea sa farsi capire. Dato che Arturo è spesso all'estero per rilanciare la sua carriera.
È soprattutto con Marco che Lea condivide le sfide dell'essere genitore: tra loro rinasce un rapporto?
Marco a sua volta è padre separato di Gioia, ma fatica a conciliare il lavoro e i doveri di genitore. Le imprevedibili circostanze della vita porteranno Lea e Marco a riavvicinarsi sempre di più fino a scoprire che il loro amore forse non è finito come credevano... vedremo cosa succederà. In reparto, nuovi casi renderanno le giornate sempre più impegnative e nuove sfide si porranno per Lea, le sue amiche infermiere, i medici, i pazienti.
Progetti futuri per Anna Valle?
Siamo in fase di lettura della sceneggiatura di una nuova serie Mediaset che mi vede protagonista di nuovo al fianco di Giorgio Marchesi che ritrovo dopo Sorelle. Sono felice perché è un compagno di lavoro serio e scrupoloso, ma sono stata fortunata in questo ho sempre avuto colleghi fantastici da Pasotti a Boni a Zeno.