Antigone, il Covid e la fragilità umana al Florian di Pescara

12 Settembre 2024

PESCARA. Si torna al Florian Espace con lo spettacolo della compagnia romana Teatro dei Borgia “Antigone. Cerimonia con canzoni”, lavoro che riflette sulla fragilità umana, il dolore, la morte. La...

PESCARA. Si torna al Florian Espace con lo spettacolo della compagnia romana Teatro dei Borgia “Antigone. Cerimonia con canzoni”, lavoro che riflette sulla fragilità umana, il dolore, la morte. La drammaturgia è di Elena Cotugno, pure interprete con Alessio Bergamo e Sabino Rociola; ideazione e regia di Gianpiero Borgia. Appuntamento a Pescara nello spazio del Florian Metateatro stasera alle 20.45, con replica domani alla stessa ora. Protagonista della tragedia di Sofocle (442 a.C.), Antigone è figura archetipica della cultura occidentale, simbolo della pietas nell’incrollabile volontà di dare sepoltura al fratello Polinice nonostante il divieto del nuovo re di Tebe, il tiranno Creonte. La tirannia del Covid, oltre all’inaspettato e brutale confronto con la morte in una società che tende a rimuoverla, ha costretto a rinunciare a degne esequie per i propri cari. “Antigone. Cerimonia con canzoni” individua un’analogia tra il personaggio della mitologia classica e un suo corrispettivo contemporaneo, un’icona urbana, metropolitana, mediatica: i dolenti. Durante la pandemia una famiglia è colpita da una serie di lutti; intanto arriva il decreto che impone una serie di misure, tra cui il divieto di funerali. Nel generale spaesamento l’impossibilità di celebrare appropriatamente le esequie apre un conflitto nella piccola comunità. Qualche anno dopo i dolenti si raccolgono per onorare i propri cari. Un uomo officia un rito funebre, la giovane donna accanto ha perso il fratello senza poter salutarlo prima della morte in ospedale. «Il linguaggio è quello del rito, del sacro celebrato attraverso gesti, parole e canto. Il canto funge da tramite tra umano e divino, classicità e modernità» spiega la compagnia «“Antigone”, performance concepita come una cerimonia funebre a cui si invitano gli spettatori, è un’esperienza per esplorare la fragilità umana e riattivare il rapporto con il dolore, lasciandosi attraversare da esso». (afu)