Applausi per il biopic di Van Sant sul fumettista disabile Callahan

BERLINO. Applausi ieri al Festival di Berlino per Don't worry, he won't get far on foot, ritorno alla regia di Gus Van Sant dopo il non riuscito La foresta dei sogni (2015). Già al Sundance, questo...
BERLINO. Applausi ieri al Festival di Berlino per Don't worry, he won't get far on foot, ritorno alla regia di Gus Van Sant dopo il non riuscito La foresta dei sogni (2015). Già al Sundance, questo suo ultimo film, in concorso alla Berlinale, è una biopic sulla vita strampalata e tormentata del disegnatore paraplegico John Callahan (interpretato da un irriconoscibile Joaquin Phoenix).
Il tutto ispirato alle memorie del cartoonist nato a Portland e intitolate proprio come il film: Don't worry, he won't get far on foot. Callahan rimane paralizzato all’età di 21 anni in seguito a un incidente automobilistico dovuto al suo alto tasso alcolico e si rifugia così nel disegno. Diventerà famoso per le sue strisce considerate tabù e politicamente scorrette. Siamo nell'epoca di Reagan. «Certo nel libro di John c’è più di un riferimento alla situazione politica dell’epoca Reagan che ricorda quella di oggi, anche se quello che succede ora è incomparabile».
E ancora il regista: «Il film è il più vicino possibile alla biografia, anche se si concentra su un solo capitolo, quello legato all’incidente. La cosa curiosa è che John era, oltre che disegnatore, uno storyteller. Uno che cambiava versione sullo stesso fatto di volta in volta. Era una persona nota a Portland, certo non poteva fare sport, ma, proprio come si vede nel film, andava come un razzo con quella sedia su e giù dai marciapiedi». Joaquin Phoenix, che torna a lavorare con Van Sant 25 anni dopo To die for, in conferenza stampa continua a scherzare proprio come il personaggio di John. A chi gli chiede come si è preparato risponde: «Ho letto molte volte l’autobiografia di Callahan, ho visto poi sei ore di suoi filmati e incontrato diverse persone che hanno avuto lo stesso tipo di trauma, anche se per ognuno di loro è diverso».
Nel film, che ha protagonista un Callahan tra ironia, malinconia e redenzione, troviamo il coach degli alcolisti anonimi, Danny (Jonah Hill), anche lui con capello lungo, e Rooney Mara nei panni di Annu, la fidanzata svedese di John. Una curiosità: su questo film, ritenuto «edificante» da Variety, sono piovute le critiche della Ruderman Family Foundation che si occupa dell’inserimento dei diversamente abili. Secondo la fondazione, la scelta di un attore non disabile è «offensiva per la comunità dei disabili, in quanto poteva rappresentare l’opportunità utile per far lavorare attori affetti da qualche forma di disabilità per interpretare personaggi che si trovano nello stesso stato».