Archibugi firma Vivere: la famiglia fragile come i sogni

Nel film corale Micaela Ramazzotti, Giannini, Ghini Da Venezia il fantascientifico Ad astra con Pitt
Sono passati 31 anni dal folgorante esordio “Mignon è partita”, anni in cui Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice sensibile e di talento, ha distillato pochi ma importanti titoli raccontando, come pochi autori italiani sanno fare, le dinamiche familiari, i mondi dei bambini, anche nel disagio (“Il grande cocomero”), i percorsi di crescita degli adolescenti. Ancora una famiglia nel 12esimo lungometraggio della 59enne autrice romana Vivere, scritto con Paolo Virzì e Francesco Piccolo, fuori concorso alla Mostra di Venezia.
Commedia corale con al centro gli Attorre, che vivono in una periferica villetta a schiera di Primavalle: l’affannata madre Susy (Micaela Ramazzotti), insegnante di danza per signore sovrappeso, il padre Luca (Adriano Giannini), giornalista freelance squattrinato e fedifrago, la figlia di 6 anni Lucilla (Elisa Miccoli), afflitta da grave asma. Luca ha un figlio di primo letto, Pierpaolo (Andrea Calligari), viziato erede da parte della madre Azzurra (Valentina Cervi) di un nonno avvocato (Enrico Montesano) legato ai lati oscuri della politica.
I precari equilibri familiari deflagrano con l’arrivo di Mary Ann (Roisin O'Donovan), studentessa irlandese di storia dell’arte che starà da loro un anno au pair come baby sitter di Lucilla. Massimo Ghini è lo pneumologo che cura la piccola e incanta la madre, Marcello Fonte è il silenzioso vicino che osserva gli Attorre.
Era al Lido, ma in concorso, anche Ad astra, fantascienza umanistica firmata James Gray, con Brad Pitt astronauta. Il divo è il pluridecorato militare Roy McBride, in viaggio verso i confini del sistema solare per trovare suo padre Clifford (Tommy Lee Jones), sparito trent’anni prima in una missione alla ricerca di segni vitali su Nettuno. Le scariche elettriche che colpiscono la Terra minacciandone l’esistenza sarebbero originate proprio dall’astronave di McBride senior, arenata tra i satelliti di Nettuno.
La commedia romantica Yesterday di Danny Boyle fantastica un mondo senza Beatles. In una cittadina costiera inglese Jack (Himesh Patel) insegue vanamente il successo come cantautore. Quando sta per abbandonare il sogno, nonostante il sostegno dell’amica d’infanzia Ellie (Lily James), accade un fatto inspiegabile: dopo un black out planetario nessuno ricorda i Fab Four, tantomeno la loro musica. A parte Jack. Che inizia suonare in versione solista tutti i successi del gruppo passandoli per suoi. Nel cast Ed Sheeran è se stesso.
Nel road movie Drive me home di Simone Catania duettano Marco D’Amore e Vinicio Marchioni: sono gli amici d’infanzia Agostino e Antonio, cresciuti in un paesino montano della Sicilia sognando un futuro altrove e migliore, e poi da adulti separati dall’emigrazione. Uno cameriere a Londra, l’altro camionista in Germania. Quando Antonio scopre che la sua casa natale sta per essere venduta all’asta parte per cercare l’aiuto di Agostino, ora autotrasportatore in Belgio.
Per piccoli e adulti arriva Shaun, vita da pecora: Farmageddon - Il film, animazione in stop motion diretta dagli esordienti Richard Phelan e Will Becher per la factory Aardnam. Quando la buffa extraterrestre Lu-La si schianta col suo ufo vicino la fattoria di Mossy Bottom, Shaun si lancia in una nuova avventura. Parte per ritrovare nella foresta di Mossingham la navicella di Lu-La e permetterle il ritorno a casa. Ma una misteriosa agenzia governativa li tiene d'occhio. Per i suoi temi legati alla diversità, all’accoglienza e all'amicizia il film ha la collaborazione di Save the Children.
Violenza e vendetta per il vecchio leone Sylvester Stallone nell'efferato Rambo V: Last Blood. Il veterano del Vietnam John Rambo si è ritirato nel suo ranch in Arizona, ma è sempre tormentato dai fantasmi della guerra. Dovrà tornare in azione quando la figlioccia Gabrielle (Yvette Monreal) è rapita dal brutale cartello messicano della prostituzione.
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