Arriva il film “Mimì”, horror di Brando De Sica

In sala da giovedì il bell’esordio del figlio d’arte, favola nera tra mille generi con Domenico Cuomo
“Mimì. Il Principe delle Tenebre”, in sala dal 16 novembre con Luce Cinecittà e opera prima di Brando De Sica, più che un semplice horror è un film “marziano” tanto è pieno di generi e sfumature: dal musical al fantasy, dal melò camorristico al musicarello neo melodico. Protagonista Mimì (Domenico Cuomo), un adolescente orfano nato con i piedi deformi, cuore puro e corpo sottile che lavora in una pizzeria a Napoli.
Un giorno incontra Carmilla (Sara Ciocca), una ragazza molto dark convinta di essere una discendente del conte Dracula e che ama appassionatamente il Nosferatu di Murnau. Tra loro nasce qualcosa e per il ragazzo dai piedi deformi e bullizzato un giorno sì e un giorno no da piccoli delinquenti locali fan di brani neo melodici, inizia una nuova vita da aspirante vampiro. Ora Mimì ha uno scopo, per la prima volta ama ed è riamato. Da qui il film e il bravissimo protagonista si agitano tra tenerezze, fiumi di sangue, citazioni cinefile e brani di Johnson and Johnson. Il suo Mimì sembra un film marziano per i tanti generi? «Il fatto è che la vita è piena di sfaccettature», dice il regista, primogenito quarantenne di Christian e nipote d Vittorio De Sica. «È una discoteca di bellezza e bruttezza, così noi raccontiamo sia la fuga dalla realtà che l’importanza dei sogni, ma anche la ricerca d’identità. E in questo caso si cerca anche un’appartenenza visto che si tratta di giovani che un giorno possono venire vestiti da metallari e un altro da hippy. Stiamo parlando poi anche di un coming of age, insomma», continua Brando De Sica, «tutto questo si è riversato naturalmente in questo film senza che ne fossi davvero consapevole, inconsciamente».
E aggiunge: «Questo film è diventato per me quasi un’analisi. All’inizio era tutto molto inconscio, probabilmente stavo cercando la mia identità come regista alle prese con la sua opera prima. I personaggi così avevano tante sfaccettature, non erano fatti di bianco e nero. Hitchcock era molto bravo a mettere nei suoi lavori un po’ di commedia anche per stemperare». Perché la scelta di Domenico Cuomo? «Lui per me è una sorta di rockstar, uno capace di suonare il trombone e la chitarra. Chissà forse un giorno diventeremo una coppia come Tim Burton e Johnny Depp e lavoreremo sempre insieme». Dice invece Cuomo che in Mare fuori interpreta Gianni: «Cerco sempre, quando affronto un personaggio storico, di guardare il meno possibile a questo personaggio per non farmi condizionare. Ho sempre voglia di portare le mie verità. Mimì è un ragazzo che dimostra meno dell’età che ha per la sua ingenuità e la sua purezza. La cosa difficile è stato raggiungere da questa condizione l’esatto opposto». Perché questo amore per l’horror da parte di Brando? «Il primo film horror che vidi fu proprio Dracula il vampiro di Fisher», dice De Sica laureato alla USC - University of Southern California, School of Cinematic Arts, «me lo fece vedere mio zio Manuel, perché lui e mio padre sono sempre stati appassionati di horror. Poi ho visto “La notte dei morti viventi” di Romero e rimasi completamente affascinato da questo mondo non convenzionale. Poi passai alla letteratura fantastica come Edgar Allan Po e Lovecraft e a quel punto i giochi erano fatti».