Arriva in sala “The bunker game” dell’abruzzese Roberto Zazzara

PESCARA. Debutto in sala, ieri, per The bunker game, film del regista pescarese Roberto Zazzara interamente ambientato in un enorme bunker antiatomico. Uscito a febbraio nei cinema in Russia, Polonia...
PESCARA. Debutto in sala, ieri, per The bunker game, film del regista pescarese Roberto Zazzara interamente ambientato in un enorme bunker antiatomico. Uscito a febbraio nei cinema in Russia, Polonia e in America sulla piattaforma Shudder e da poco presentato in anteprima nazionale al Comicon di Napoli, il film sarà proiettato stasera alle 20 al cinema Massimo di Pescara, come film evento a cui parteciperà anche il regista.
Distribuito in Italia da Eagle Pictures, The bunker game è un thriller-horror italiano, genere che discende direttamente dai cult di Mario Bava e Dario Argento. Scritto con lo sceneggiatore teramano Davide Orsini (In fondo al bosco, Il legame, Generazione 56K), è un film di forti sensazioni vissute interamente sottoterra, nei chilometri di gallerie del monte Soratte, enorme bunker sotterraneo fatto costruire appena fuori Roma da Benito Mussolini come rifugio, poi occupato dai nazisti. Protagonisti del film i partecipanti a un gioco di ruolo (nel gergo Larp, live action role playing) ambientato in una realtà distopica in cui il terzo Reich ha vinto la Seconda guerra mondiale e il mondo è stato distrutto da una guerra nucleare. Gli unici sopravvissuti sono i nazisti rifugiatisi nel bunker antiatomico. Dopo diversi incidenti, la protagonista Laura (Gaia Weiss, conosciuta per la serie Vikings, La Révolution, Meander) si rende conto che Greg (Lorenzo Richelmy, visto in Marco Polo, Ride, Il talento del Calabrone), mastermind del gioco, è sparito. Qualcuno dovrà cercarlo nei tunnel oscuri che nascondono antichi orrori. Accanto a loro, un cast europeo di alto livello tra cui Mark Ryder (I Borgia), Makita Samba (Parigi, 13Arr.), Serena De Ferrari (Mare Fuori).
È proprio vivendo in prima persona un’esperienza del genere che Roberto Zazzara ha avuto l’idea del film, nata durante la partecipazione ad un Larp organizzato dagli abruzzesi della Chaos League. All’interno del bunker Soratte, racconta il regista, «ho avuto sempre la sensazione che in quel luogo immenso che si sviluppa orizzontalmente per chilometri e chilometri nella roccia del monte sovrastante, si potesse ancora respirare parte della storia vissuta, del fascismo, del nazismo, della Guerra Fredda». Un pezzo di storia italiana ancora attuale, che sta prepotentemente tornando, con le rinnovate paure attorno alla guerra in Ucraina, al nucleare, ai fascismi che riemergono. «Ho camminato da solo, attraverso quei tunnel bui e vuoti», prosegue Zazzara, «scoprendo i detriti delle vite di altre persone, vissute e morte lì in altre epoche, eppure presenti, in un tempo fuori dal tempo. Ammetto di aver avuto paura, e ho voluto trasmettere al pubblico quelle sensazioni».
«Con Davide Orsini ho deciso di lavorare a un thriller-horror», sottolinea il regista, «un genere desueto in Italia, nonostante il grande successo avuto negli anni da Dario Argento e Mario Bava. Un’esperienza piuttosto impegnativa, perché in qualche modo noi italiani che abbiamo fatto la storia del cinema di genere, abbiamo forse perso il know how».
La colonna sonora originale, prodotto e distribuita da Cinevox, è firmata da Umberto Smerilli (La ragazza del mondo, Il regno), compositore pescarese attivo nel cinema d’autore. Una combinazione che contribuisce all’immersione dello spettatore nelle atmosfere del bunker e che crea un ricco dialogo con alcune canzoni di repertorio, tra cui la celebre Parlami d’amore Mariù.