Arriva “Io, noi e Gaber” il docufilm di Milani che svela il Signor G.

18 Ottobre 2023

Alla Festa di Roma la prima, poi in sala il 6, 7 e 8 novembre Sullo schermo carriera e vita con decine di testimonianze

Venti anni senza Gaber, venti anni con lui. Giorgio Gaber è uno di quegli artisti che hanno lasciato un segno profondo nella storia culturale del nostro Paese. E il documentario, scritto e diretto da Riccardo Milani, non solo è riprova ma lo fa conoscere anche a chi non appartiene alla sua generazione e non ha vissuto quegli anni. Il docufilm, domenica 22 ottobre in proiezione speciale alla Festa del Cinema di Roma (18-29 ottobre), promosso dalla Fondazione Gaber, prodotto da Atomic con Rai Documentari e Luce Cinecittà, sarà in sala con Lucky Red il 6, 7 e 8 novembre.
Io, noi e Gaber arriva a breve distanza da Enzo Jannacci. Vengo anch’io di Giorgio Verdelli, presentato alla Mostra del cinema di Venezia a settembre e uscito in sala con Medusa: entrambi con il merito di ricordarci quei geni liberi degli anni ’60 e ’70, fortemente radicati a Milano. Girato tra Milano e Viareggio, nei luoghi della vita di Giorgio Gaber (morì a Camaiore il 1° gennaio 2003), Io, noi e Gaber vuole essere un ritratto non polveroso ma al contrario vivo e incisivo. Milani racconta con affetto da fan il Signor G. in tutte le fasi della sua carriera artistica: dai primissimi esordi nei locali di Milano al rock con Adriano Celentano, dal sodalizio artistico e surreale con l’amico Jannacci agli iconici duetti con Mina e alle canzoni con Maria Monti.
Dagli anni della popolarità televisiva al teatro, con l’invenzione, insieme a Sandro Luporini, del Teatro Canzone, piena espressione del suo impegno politico e culturale. Sullo sfondo, luogo in cui tutto converge, il Teatro Lirico di Milano, simbolo dell’amore tra lui e il pubblico milanese, e che oggi porta il suo nome: Teatro Lirico Giorgio Gaber. Nel ritratto, che si fa anche intimo quando lascia la parola alla figlia Dalia e alla moglie Ombretta Colli, Milani raccoglie tante voci di colleghi e artisti che lo hanno vissuto e amato. Ci sono Gianfranco Aiolfi, Massimo Bernardini, Pier Luigi Bersani, Claudio Bisio, Mario Capanna, Francesco Centorame, Lorenzo Jovanotti, Paolo Dal Bon, Fabio Fazio, Ivano Fossati, Ricky Gianco, Gino e Michele, Guido Harari, Paolo Jannacci, Lorenzo Luporini, Roberto Luporini, Sandro Luporini, Mercedes Martini, Vincenzo Mollica, Gianni Morandi, Massimiliano Pani, Mogol, Michele Serra. «Giorgio Gaber è stato una persona importante della mia vita. Da piccolo mi ha divertito con l’allegria di Goganga, Il Riccardo o La Torpedo blu, e dal liceo in poi mi ha fatto alzare la testa e avere uno sguardo sul mondo segnando il mio percorso di formazione», spiega Milani. «Raccontarlo per me è stato soprattutto un modo per ringraziarlo per tutto quello che nei decenni mi ha dato e, soprattutto, ha dato a tutti noi. È stata una voce importante per tutti noi anticipando tutto quello che in questi decenni si è avverato, prevedendo che l’ideologia del mercato avrebbe schiacciato tutte le altre, segnando una disperata continuità tra lui e Pier Paolo Pasolini. Per questo, tra le rarissime certezze della vita, ce n’è sicuramente una: Gaber ci serve ancora e ci serve adesso».
La Fondazione Gaber ha partecipato con convinzione: «È stato un lavoro lungo e intenso. Abbiamo avuto il privilegio di assistere ad un vero e proprio lavoro cinematografico, il vero cinema applicato al racconto della storia artistica e della vita di Giorgio Gaber, che ci auguriamo possa restare a disposizione di tutti per sempre, proprio come i film classici. Un’opera realizzata con grande passione, rispetto e ammirazione per la figura di Gaber, come se fosse in qualche modo sempre presente, come se aleggiasse sul lavoro di tutta l’equipe», osserva il presidente Paolo Dal Bon. Film e proiezione speciale alla Festa di Roma sono una delle iniziative della Fondazione nel ventennale della scomparsa di Gaber.