Arte contemporanea Tre maestri in mostra a Pescara

PESCARA. A Vistamare due dipinti murali di Haim Steinbach cromaticamente ispirati al "Trionfo della Morte" di Gabriele D'Annunzio, «da soli, le vele rosse, superbe come se fossero di porpora,...
PESCARA. A Vistamare due dipinti murali di Haim Steinbach cromaticamente ispirati al "Trionfo della Morte" di Gabriele D'Annunzio, «da soli, le vele rosse, superbe come se fossero di porpora, spezzarono la luce diffusa e …. una nebbia, leggermente tinto di violetta, accarezzò le coste lontane». Un omaggio all'Abruzzo attraverso il poeta Vate, suo cantore, desiderio dell'artista di origini israeliane, di rappresentare i suoi oggetti in stretta connessione con il territorio e la cultura abruzzese.
Haim Steinbach, Giovanni Anselmo, Lothar Baumgarten, tre maestri del contemporaneo saranno a confronto nella galleria di Benedetta Spalletti. La nuova esposizione si inaugura domani.
Alternativamente, le sale di Vistamare accolgono opere dei tre artisti che, in alcune di esse, hanno scelto di realizzare lavori in situ. I lavori di Baumgarten saranno in mostra per la prima volta nella galleria in Largo dei Frentani (www.vistamare.com). Focus della nuova mostra estiva - allestita fino al 22 settembre - è l’attenzione/rappresentazione, per Anselmo e Baumgarten, degli elementi naturali; in parallelo corre l’espressione del ready-made di ascendenza americana per Steinbach. Ogni artista proponendo la propria personale idea di pittoricità.
Molti dei lavori esposti sono relativi a cicli importanti. E rivelano, pur nelle evidenti differenze, un modo nuovo e comune di concepire l’arte nell’allontanamento definitivo della figuratività, così come nella scelta di una forma priva di qualsiasi orpello. Desiderio di oltrepassare il convenzionale canone estetico per ricercare una struttura e un fine più profondi e misteriosi.
Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, 1934) è i principali esponenti del movimento dell’Arte Povera.
I suoi lavori sono il risultato dell’interazione tra materiali assai diversi tra loro per natura, provenienza e composizione. Il distacco dalla rappresentazione figurativa si manifesta in presenze immanenti: massi di pietra e granito con cui Anselmo sonda la dimensione del peso, dell’energia e della gravità. A essi spesso affianca l’Oltremare, rappresentazione fisica dell’altrove, luogo oltre l’orizzonte del mare, terra lontana da cui anticamente il minerale di colore blu veniva importato in Europa e trasformato in pigmento. Lo squarcio di blu nella parete smaschera il desiderio costante di scoprire luoghi inesplorabili, instaurando il collegamento, sempre anelato, tra cielo e terra.
Lothar Baumgarten (Rheinsberg, 1944) è un artista concettuale tedesco che vive tra Germania e gli Stati Uniti.
La sua ricerca si concentra già dagli anni ‘70 sullo scorrere del tempo e di come questo possa influenzare la natura, la conoscenza umana, l’economia e il potere. La severa ricerca antropologica tra gli Yanomami del Venezuela, consente a Baumgarten un’indagine approfondita della storia e della violenza, temi troppo spesso connessi. Così come degli stravolgimenti ambientali che ciclicamente si ripetono. Dal perenne conflitto tra cultura e natura, l’artista ricava opere in cui il linguaggio e i nomi stessi diventano elementi fondanti, come lui stesso dichiara “nominare è la forma più basica di potere”. I lavori in mostra rivelano l’ampio utilizzo dei mezzi, dalle foto in bianco e nero scattate nella fine degli anni ‘70, durante l’esperienza indigena in quella che una lettura postuma identifica come terra d’El Dorado, alle scritte sui muri che nominano le diverse specie di uccelli dell’America del Sud, alla grande scultura intitolata Arché_Ark, 1969-2016, realizzata con rami e piume degli indiani d’America.
Haim Steinbach (1944), che dall'età di 13 anni lascia Israele per New York, dove tuttora vive, è no dei principali esponenti di una pratica artistica fondata sulla diversificazione, la presentazione e la visualizzazione di oggetti.
Allo scopo di metterli in luce, l’artista concepisce strutture e dispositivi di varia natura su cui dispiegarli. Per Vistamare, l’artista si concentra sulla mutabilità dei significati insiti in un oggetto, con speciale riferimento a forma e colore, e in particolare ai modi in cui l'architettura è essa stessa oggetto. Anche il contesto è importante, per Steinbach un muro è una parte significativa dell'architettura. L'opera d'arte, una parete dipinta, duplica il muro e migliora la nostra percezione del suo assetto spaziale.
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