“Ashby e l’Abruzzo 1901-’23” foto di paesaggi e di vita in un mondo che non c’è più

6 Luglio 2024

PESCARA . La meravigliosa collezione di fotografie scattate in Abruzzo dall’archeologo inglese Thomas Ashby a inizio ’900 – 172 immagini, stampe ai pigmenti di carbone e digitali – definitivamente in...

PESCARA . La meravigliosa collezione di fotografie scattate in Abruzzo dall’archeologo inglese Thomas Ashby a inizio ’900 – 172 immagini, stampe ai pigmenti di carbone e digitali – definitivamente in Abruzzo a disposizione di studiosi e studenti grazie alla donazione da parte della British School at Rome (Bsr) e del curatore Ivano Villani alla Fondazione Pescarabruzzo. Oltre 80 scatti raccolti nel corso dei suoi ripetuti viaggi attraverso il territorio abruzzese saranno esposti nella mostra “Ashby e l’Abruzzo 1901-1923” alla Maison des Arts in Corso Umberto I, da oggi, 6 luglio, fino all’8 ottobre, e successivamente consultabili su richiesta negli archivi della Fondazione Pescarabruzzo.
«Un patrimonio documentale di inestimabile valore sulla società dei primi anni del Novecento», sottolinea Villani, curatore con Valerie Scotte del relativo catalogo. Completano la mostra alcune attrezzature originali e significativi oggetti d’epoca, macchine e album fotografici appartenuti all’archeologo britannico innamorato dell’Abruzzo. La mostra gode del patrocinio dell’Ambasciata inglese e della Bsr, custode di circa 9000 negativi appartenuti alla collezione dello studioso. Il direttore Bsr, Abigail Brundin, parteciperà al vernissage oggi alle 18. «Nell’ampia e documentata mostra si apprezza appieno il lavoro svolto dallo studioso nell’Italia centrale e in particolare nella regione abruzzese», affermano i curatori, «non solo i paesaggi da cartolina, ma immagini che sottolineano il profondo legame che tra i luoghi e la vita quotidiana che vi si svolgeva, un’identità da riscoprire». La lunga carriera professionale di Thomas Ashby lo portò nel 1906 a ricoprire la carica di direttore della British School at Rome, storico istituto di ricerca del Regno Unito con sede nella capitale italiana. L’incarico, svolto fino al 1925, incentivò l’intensa passione di Ashby per gli studi classici e per i monumenti antichi, portandolo ad esplorare Roma e il suo entroterra con scrupolose indagini che lo videro collaborare, tra gli altri, con illustri archeologi italiani quali Rodolfo Lanciani (1845-1929) e Giacomo Boni (1859-1925). Svolte principalmente nel Lazio, le sue ricerche si estesero alla Sardegna, alla Sicilia e anche all’Abruzzo dove operò a lungo. Studiò Carsoli e la vallata del fiume Liri, Alba Fucens e Amiternum. Si soffermò anche a Chieti, Corfinio, Sulmona, Cucullo, Pratola Peligna. L’interesse scientifico per la regione si appuntò sugli aspetti umani che supportavano la dimensione antropologica dei contesti osservati. Si hanno, pertanto, in mostra, immagini legate alla civiltà contadina, alle usanze e ai costumi tradizionali. Tali aspetti spiccano in un’ampia “raccolta visiva” che diventa un’occasione di intensa testimonianza storica e sociale. Il noto studioso, che nel corso della sua poliedrica attività ricevette riconoscimenti dalle più prestigiose istituzioni culturali e firmò con Samuel B. Platner il più importante studio sull’antica topografia romana (A Topographic Dictionary of Ancient Rome, 1929), aveva intuito l’importanza di documentare l’esistenza di un mondo destinato presto a scomparire. La mostra, con ingresso libero, potrà essere visitata dal martedì al venerdì dalle ore 17 alle 20; il sabato dalle 16 alle 20; la domenica dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16 alle 20. Sono possibili, su prenotazione, visite guidate per le scolaresche.