Aspettare valeva la pena, debutto rock della casa editrice Ottotipi

23 Maggio 2018

ROMA. In tempi non certo facili per l'editoria, la nascita di una nuova casa editrice è di certo una buona notizia: è il caso di Ottotipi, indipendente e nata a Roma dall'impegno di – appunto – otto...

ROMA. In tempi non certo facili per l'editoria, la nascita di una nuova casa editrice è di certo una buona notizia: è il caso di Ottotipi, indipendente e nata a Roma dall'impegno di – appunto – otto persone, interessate a pubblicare libri non scontati, mettendo insieme otto gusti, competenze ed idee diverse.
Il primo punto di sintesi è l'edizione italiana del bel romanzo “Aspettare valeva la pena” di Mo Daviau (pp. 280, 18 euro), un'esordiente autrice californiana che con questa saga tra rock, genere fantasy e fantascienza si è aggiudicata l'Hopwood Award, assegnato dall'Università del Michigan. Intitolato in originale “Every anxious wave” – la scelta del titolo in italiano è stata un autentico rompicapo per i traduttori Chiara Midolo e Massimo Vizzaccaro – il romanzo narra di Karl Bender, un quarantenne musicofilo ed ex musicista (ed ora gestore di un bar) che scopre di avere nel proprio armadio un varco che gli permette di viaggiare nel tempo.
Con l’aiuto di un amico, il tecnologico Wayne, mettono a punto una vera macchina del tempo, con il solo fine di tornare nel passato e vedere i concerti delle loro band preferite, vendendo anche questa straordinaria esperienza ad altri musicofili. Ma come sempre con i viaggi nel tempo, da H.G. Wells in poi, passando per “Ritorno al Futuro”, qualcosa va storto, specie se si vuole modificare il passato e Karl, l’informatico Wayne e l’astrofisica Lena diventano gli sgangherati protagonisti di una avventura surreale quanto avvincente, con i piani temporali che si intrecciano senza sosta.
Il romanzo di Mo Daviau ha il pregio di mettere insieme in maniera lieve e avvincente generi diversi, con un piacevole tocco cinematografico, trascinando il lettore nelle vite di personaggi scombinati ma decisi a uscire dalle loro esistenze costrette in realtà poco stimolanti. E che nel percorso tra spazio e tempo si soffermano su temi universali come rimorsi e rimpianti (tornare indietro nel tempo, dopo tutto, servirebbe in teoria anche a modificare errori e scelte infelici), fughe dalla realtà, amori e nostalgie. Il tutto condito con allusioni e frammenti del rock degli ultimi decenni, il che renderà il romanzo particolarmente godibile per chi quella musica frequenta o ha frequentato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA