Atri, donne, amicizia nel romanzo di Lanzilli Sempre nasce un fiore

14 Aprile 2021

ATRI . «Atri mi ha ispirato molta magia, ci ho respirato passione nelle piccole cose, un posto molto raccolto che credo lasci spazio a tantissima storia: un romanzo poteva starci davvero bene». Lo...

ATRI . «Atri mi ha ispirato molta magia, ci ho respirato passione nelle piccole cose, un posto molto raccolto che credo lasci spazio a tantissima storia: un romanzo poteva starci davvero bene». Lo dice con entusiasmo la scrittrice Giorgia Lanzilli, torinese di nascita (1984) e già da bambina trapiantata in Abruzzo con la famiglia.
Con “Sempre nasce un fiore”, uscito ieri nella collana Narrative di Mondadori, Giorgia, che vive a Silvi con marito e i due figli, è alla sua prima prova da romanziera. «Una commovente storia di tenacia e di un legame così saldo che diventa famiglia, quello capace – ogni volta che cadiamo e ci sgretoliamo in mille pezzi – di raccoglierci e farci tornare interi» recita il claim del libro. “Sempre nasce un fiore” ha per protagoniste due donne, Agata e Nicole, amiche inseparabili sin dall’adolescenza e molto diverse tra loro, andate vie da Atri e poi tornate perché lì hanno trovato la propria dimensione, racconta l'autrice al Centro. Alle soglie dei trent’anni, entrambe hanno realizzato i propri sogni: quello di Agata porta il nome “Fili sospesi”, ed è la bottega di filati e lane che ha aperto nella suggestiva piazza del Duomo di Atri; quello di Nicole si chiama Eva, ed è la sua figlia adorata. Nell’incantevole borgo abruzzese incastonato tra il mare e le montagne, i giorni si susseguono luminosi uno dopo l'altro, fino a quando una mattina irrompe l’inaspettato: Agata cade, in negozio, e quella che pare una banale frattura al piede si rivela essere qualcosa di molto più serio. «Una storia narrata in inverno ma con sempre il mare a fare da sottofondo e che racconta l’inquietudine, alle spalle la montagna che simboleggia la forza resistente del loro legame. L’Abruzzo in altre parole è coprotagonista», continua l’autrice. Una scelta estetica e molto di più: «In qualche modo i personaggi di uno scrittore sono la proiezione dei suoi sentimenti» conferma Giorgia Lanzilli.
«Trovo che l’Abruzzo sia un posto congeniale per una vita tranquilla, anche far crescere i propri figli, con il mare e la montagna. Con i nostri bambini la domenica vado a passeggiare per le strade di Atri, un gioiello, il primo posto dove andiamo con i miei suoceri di Roma quando vengono a trovarci». Il primo libro di Giorgia, “Leggimi tra vent’anni” (Mondadori, 2017), ispirato all’omonima e seguitissima pagina Facebook, è stato un grande successo che conta oltre centomila follower.
«Devo molto a Facebook, se non avessi scritto Mondadori non mi avrebbe mai scoperta», riconosce la narratrice, «Ho raccontato della mia esperienza di maternità diventata in poche settimane fenomeno social, si è creata una bellissima community con migliaia di donne, mi ha aiutato a vincere la solitudine nei momenti down. Un fenomeno che poi ho ridimensionato con la crescita dei miei figli, per proteggere la loro identità. Mi sono detta: la mia vita è così bella, perché darla in pasto in un luogo dove tutti riversano odio cattiveria e frustrazioni?. Si, è un rapporto di amore-odio. I social possono esserci utili ma bisogna saperli gestire».