Attori, pupazzi, sagome e ombre portano in scena Moby Dick

AVEZZANO. «Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa, non importa quanti, avendo pochi soldi in tasca e nulla di particolare che mi legasse alla terra ferma, decisi di prendere la via del mare, non so...
AVEZZANO. «Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa, non importa quanti, avendo pochi soldi in tasca e nulla di particolare che mi legasse alla terra ferma, decisi di prendere la via del mare, non so perché, forse per il gusto dell’avventura o forse perché volevo vedere più da vicino le balene». È l’incipit di Moby Dick, capolavoro di Herman Melville che nella trasposizione di Zanone Benedetto peri Guardiani dell’Oca andrà in scena per le “Le domeniche da favola - Spettacoli per i bambini e le famiglie” al Teatro dei Marsi di Avezzano il 14 gennaio alle 17.
Lo spettacolo con attori, pupazzi, sagome e ombre vede interpreti Tiziano Feola, Raffaella Mutani, Giacomo Vallozza, scene di Albert van Enghel - audio e luci Carlo Menè, costumi di Ettore Margiotta, pupazzi di Ada Mirabassi , adattamento scenico e regia di Ada Umberto de Palma. «Moby Dick, è una storia fatta di continui cambiamenti», si legge nelle note di regia, fatta di vele issate o ammainate, di lanterne dalla fioca luce e di legni vissuti del ponte di una nave in costante movimento nei colori del mare. E’ una storia avventurosa dai dialoghi intensi, comici e a volte poetici; una storia fatta di attori, pupazzi, sagome e ombre, che interagendo nel gioco narrativo, cercano un delicato equilibro affabulatorio capace di conquistare ogni attento ascoltatore. In questa cornice, fatta di una teatralità che non rinuncerà mai alla sua vocazione di stupire con l’essenzialità delle cose semplici, agiranno i principali protagonisti del capolavoro di Herman Melville. Ecco che la sfida sui mari tra Acab e Moby Dick è servita, narrata da chi, testimone inconsapevole della deriva inesorabile di ogni ragione, non rinuncia al suo istinto vitale che lo vede aggrappato ad un pezzo di legno come unico superstite in mezzo ad un mare di solitudine ed immensità. Ismaele è questo il suo nome!». Biglietto unico € 5.