Autori di ieri e di oggi: in scena “Toni Servillo legge Napoli”

20 Febbraio 2018

PESCARA. Salvatore Di Giacomo, Eduardo de Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Enzo Moscato, Maurizio De Giovanni, Giuseppe Montesano, Michele Sovente, Antonio De Curtis,...

PESCARA. Salvatore Di Giacomo, Eduardo de Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Enzo Moscato, Maurizio De Giovanni, Giuseppe Montesano, Michele Sovente, Antonio De Curtis, Alfonso Mangione. A leggere e interpretare pagine di questi grandi autori partenopei di ieri e di oggi è Toni Servillo. L’attore è in scena con il recital “Toni Servillo legge Napoli” questa sera al teatro Massimo di Pescara, per una serata sold out organizzata dalla Baltimore Production.
Il versatile e pluripremiato attore campano sbarca dunque in terra abruzzese per raccontareNapoli, città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione. “Toni Servillo legge Napoli” è un viaggio nelle parole di Napoli, nella cultura partenopea, che l’attore rende immergendosi nella sostanza verbale di poeti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore.
Un ritratto di una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l’estrema vitalità e lo smarrimento più profondo, una città di cui la lingua è il più antico segno, forgiato dal tempo e dalle contaminazioni. Poeti e scrittori, testimoni della città nel passato e nel presente, offrono attraverso emblematici scritti il quadro sintetico di una realtà impietosa ai limiti del paradosso. Tra pulsioni e pratiche, carne e sangue, lo spettacolo di Servillo sostiene la necessità perentoria di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.
Accanto a poemetti considerati fra i grandi classici del Novecento come Lassamme fa’ a Dio di Salvatore Di Giacomo e Vincenzo De Pretore di de Filippo, ci sono due liriche di Russo, ‘A Madonna d’‘e mandarine e E’ sfogliatelle, e l’attualissima Fravecature di Viviani. Servillo dà poi voce alla sanguigna e veemente invettiva de A sciaveca di Borrelli e alla lingua contemporanea, colta ed allusiva di Litoranea di Enzo Moscato. Composte per la circostanza sono ‘O vecchio sott’o ponte di De Giovanni, a raccontare l’inumano dolore per la perdita di un figlio, e Sogno napoletano di Montesano, in cui, dichiarata la dimensione onirica, l’apocalisse lascia il passo ad un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze.
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