“Avremo sempre Parigi”, l’amore della Dandini per la Ville Lumiere

28 Novembre 2016

ROMA. I bistrot in cui Hemingway e Fitzgerald si confessavano i crucci più intimi, le nuove vie della street art e le librerie dove «i libri sono protagonisti, insieme ad altri piaceri che si...

ROMA. I bistrot in cui Hemingway e Fitzgerald si confessavano i crucci più intimi, le nuove vie della street art e le librerie dove «i libri sono protagonisti, insieme ad altri piaceri che si sposano perfettamente alla lettura». Serena Dandini racconta il suo amore per la Ville Lumiere attraverso un percorso di «passeggiate sentimentali in disordine alfabetico» raccolte nel libro “Avremo sempre Parigi” pubblicato da Rizzoli con le tavole di Andrea Pistacchi. Dalla A di Arrondissement alla Z di Zinc la popolare conduttrice e autrice di programmi televisivi e radiofonici, che ha una passione per i banconi di zinco dei bistrot parigini, ci regala un dizionario di suggestioni, atmosfere, sogni e pensieri scompigliati da quel «vento del Nord che in certe sere d'autunno diventa forte e dispettoso, ma coglie sempre di sorpresa». In realtà da ragazza la Dandini amava Londra e i Rolling Stones - «i cantautori francesi con i maglioncini neri da esistenzialisti mi facevano una profonda tristezza» racconta nella prefazione - ma il giorno in cui capita per caso a Parigi è subito colpo di fulmine, una passione mai finita. E anche se si dice che «su Parigi è stato detto tutto, e che con i libri scritti si potrebbe costruire una nuova tour Eiffel» l'autrice ci mostra con questo dizionario che «all'amore non si comanda e prima o poi bisogna esternare i propri sentimenti».

Ma soprattutto ci fa ricredere sull'idea di conoscere a fondo Parigi e fa rinascere la voglia, anche di questi tempi, di girare alla scoperta di una città che rialza sempre la testa e dove va ancora forte la formula segreta della joie de vivre. «Perché a Parigi tutto si sovrappone e nulla si distrugge. Nonostante la violenza del terrorismo che sembrava aver mutato per sempre i connotati e il carattere dei suoi cittadini, l'esprit del luogo riemerge sempre».