“Bagliori planetari”, l’inno alla vita di Dante Marianacci

PESCARA. Dopo aver trascorso più di trent’anni in giro per il mondo come dirigente dell’Area della promozione culturale del Ministero degli Affari esteri, Dante Marianacci è ora uno dei più attivi...
PESCARA. Dopo aver trascorso più di trent’anni in giro per il mondo come dirigente dell’Area della promozione culturale del Ministero degli Affari esteri, Dante Marianacci è ora uno dei più attivi nel panorama culturale della sua Pescara e dell’Abruzzo. Ha pubblicato 12 raccolte di poesie, tre romanzi, traduzioni di poeti tra cui spicca Ferlinghetti. Ora ha dato alle stampe un lungo poema intitolato “Bagliori planetari” (Nino Aragno editore), estesa elegia dedicata a una figura enigmatica cui continuamente i versi si rivolgono. Esistono momenti narrativi, intrisi di memorie e caratterizzati più che da rimpianti, da rievocazioni di antichi fervori; tuttavia la cifra autentica del lungo e coraggioso lavoro è quella dell’elegia, dell’espressione lirica e sentimentale che si intesse di un perpetuo e insistente afflato interrogante, il quale ha come vocativo appunto una messaggera di tipo montaliano. Questa dualità dialettica permane per l’intero poema, nonostante la figura fantasmatica, quasi donna-angelo, tenda a trasformarsi spesso nell’alter ego del poeta. Marianacci si muove tra due mondi, il mondo di una trascendenza cercata un po’ più cautamente e desiderata attraverso la poesia, e il mondo di un desiderio di vita quasi carnale, entrambi però destinati a cozzare con una contemporaneità che si rivela volgare e barbara. Su tutto aleggia un terrore di “aver vissuto invano”, come si esclama apertamente a un certo punto nei versi, dando vita a una delle chiavi di volta dell’opera, legata al tentativo di dire l’essenza dell’esistenza. L’ispirazione fondamentale viene dal vocativo tu, che si potrebbe definire montaliano, vale a dire istituito per poter dare vita alla espressione poetica, ma che rappresenta anche un personaggio effettivo, probabilmente una presenza fondamentale nella vita biografica dello scrittore, che si fa anche riferimento sentimentale ed erotico e che però tende a mescolare la propria voce con la voce del poeta, presentandosi come un’altra fonte interna al poeta stesso. E la poesia nasce nel punto in cui le due, o più entità, si scontrano con la dimensione globale dell’esteriorità epocale, per superarla in una specie di volo, di visione allargata e stellare in parte testimoniata dal titolo e che rappresenta quasi dantescamente una via di fuga paradisiaca, in cui sogni, illusioni finiscono per frantumarsi per poi di nuovo unificarsi e rilanciarsi.