Bio, vegan, naturale: il vino abruzzese esce dalla nicchia

17 Settembre 2015

Dai pionieri della “produzione sostenibile” Jasci Marchesani nel Vastese all’allineamento alla viticoltura a basso impatto ambientale di Cantina Tollo

di Jolanda Ferrara

In Abruzzo si beve sempre più spesso e volentieri Abruzzo: Montepulciano, Pecorino, Trebbiano, Cococciola, Passerina. Ci si accosta al vino in età più giovane che in passato, e si sta più attenti alla qualità di quello che finisce nel bicchiere.

Un piacere per tutti, un gesto quotidiano e una scelta che ormai fa rima con naturale, biologico, vegano, artigianale, biodinamico, no SO2, «pulizia», «produzione sostenibile», «tradizione, ricerca e rispetto della natura». Una conferma della tendenza in atto arriva dal Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale che ha appena chiuso i battenti a Bologna, per diverse cantine abruzzesi occasione di lancio delle nuove linee certificate Bio e Vegan. Requisito oggi più che mai strategico sul mercato globale, insieme alla storia e l'identità del prodotto e di chi lo produce. La certificazione bio, vegan o naturale che dir si voglia rappresenta oggi uno standard di riferimento, un “benchmark” detto con i tecnici, imprescindibile anche per i vini di fascia media – bottiglie tra 10 e 11 euro – in cui rientrano un po' tutti i prodotti abruzzesi.

È quanto conferma l'enogiornalista Alessandro Bocchetti (Gambero Rosso), fatta eccezione, precisa, per straordinarie e consolidate esperienze di qualità portate avanti da ineguagliate storie familiari (Valentini, Pepe) che esprimono storicamente l'Abruzzo del vino nel mondo. Distinzioni a parte, per il consumatore medio o neofita alle prese con la scelta del vino quotidiano, resta il piacevole dilemma su come orientarsi tra le etichette che declinano il concetto di “naturalità” e “territorio” con marchio Bio, Vegan, etc.

Con Bocchetti stiliamo (vedi scheda a fianco) un vocabolario utile a scegliere con più consapevolezza. Fermo restando che «sostanzialmente un vino buono, pulito e sano, cioè senza impiego eccessivo di sostanze e prodotti enologici, è vegano per definizione». E che sotto la soglia dei 3 euro non si scende: è difficile bere un vino di livello sotto quella cifra, avverte l'esperto. «Anche a me è capitato di trovare sullo scaffale del supermercato Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo etichettati come doc e bio a 1.90 euro, imbottigliato e distribuito da una cantina in provincia di Bolzano: è evidente che c'è qualcosa che non torna!». «Fortunatamente», osserva Bocchetti, «in Abruzzo permane la buona abitudine di acquistare direttamente dal produttore. Serve a risparmiare e ad essere più garantiti, oltre ad avere un rapporto personale e diretto con la realtà dell'azienda». Conferme e rassicurazioni in questo senso arrivano dagli stessi produttori. «Grazie all'estrema vocazione del territorio e alle condizioni meteo eccezionali registrate finora, le vigne sono in ottima salute, lo stato fitosanitario è perfetto e tutto sarà più semplice dal punto di vista agronomico. Questa è la prima garanzia di qualità intrinseca del prodotto. Si preannuncia un'annata ottima», conferma Nicola Jasci, seconda generazione dell'azienda agro biologica Jasci & Marchesani del Vastese, storica in Abruzzo a sposare la filosofia del biologico dagli anni '80 (l'azienda è nata negli anni '60 con i fratelli Sebastiano e Giuseppe Jasci), da quest'anno certificati Vegan e oggi alle prese con l'affinamento delle bollicine brut metodo classico bio prodotto in Abruzzo: Chardonnay Riesling e Pecorino, e da quest'anno in prova con Traminer e Pinot grigio.

«Oggi è una sfida entusiasmante, tra vent'anni lo spumante bio sarà il nostro core-business. Sul mercato italiano c'è molta curiosità per i prodotti innovativi e noi cavalchiamo l'onda. In Cina abbiamo raddoppiato le vendite. In Italia, Lombardia e anche in Abruzzo, siamo in crescita». «Siamo tranquilli all'80%, le uve sono sane e attendiamo lo sprint delle ultime settimane di vendemmia” gli fa eco il cugino Donatello Jasci, cantina “green” (in bioedilizia alimentata con energia fotovoltaica) a pochi metri di distanza, filiera interna e certificata bio. «La grandissima parte del nostro fatturato va all'estero» racconta, «vendo l'Abruzzo, una storia, un territorio, un prodotto autoctono, un'identità. E' ciò che più affascina e che tutti vogliono».

Più recente l’allineamento di Cantina Tollo, la più grande cantina di produttori del centro sud Italia ai canoni del Bio e del Vegan. «Per il 2015», osservail presidente Tonino Verna, «prevediamo il consolidamento dei vini derivanti da viticoltura a basso impatto ambientale e salutistico, come i vini biologici e con soli solfiti naturali, che quest’anno hanno anche ottenuto la certificazione Vegan. Nel 2014, su 13 milioni di bottiglie commercializzate, 140.000 riguardavano vini biologici, raddoppiate rispetto allo scorso anno».

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