Biografia-accusa di Trump del Pulitzer Cay Johnston

21 Gennaio 2017

L'attacco contro il tycoon newyorchese è durissimo: chi giunge ora alla Casa Bianca è «probabilmente un imbroglione, che potrebbe condurla sull'orlo del baratro», come si legge sulla quarta di...

L'attacco contro il tycoon newyorchese è durissimo: chi giunge ora alla Casa Bianca è «probabilmente un imbroglione, che potrebbe condurla sull'orlo del baratro», come si legge sulla quarta di copertina. David Cay Johnston non risparmia nulla a Donald Trump, che ha minacciato di fargli causa (ma non l'ha ancora fatto). Lo giudica ignorante e dai modi dittatoriali, imbroglione, volgare e sessista, vendicativo. Lo ritiene persino legato alla criminalità organizzata, ai trafficanti di stupefacenti e alla mafia italo-americana che ne avrebbero favorito l'ascesa facendolo diventare uno che conta sul mercato immobiliare di New York, e poi in tutti gli Stati Uniti. Questo è in sintesi il ritratto che il giornalista premio Pulitzer David Cay Johnston fa di Donald Trump, il 45esimo presidente degli Stati Uniti che si è insediato ieri a Washington. Una biografia particolarmente polemica, scritta con toni che in Italia ricordano quelli usati da Marco Travaglio quando racconta la vita di Silvio Berlusconi. Cay ha lavorato per anni al New York Times ed è considerato uno dei più grandi giornalisti di inchiesta americani, e ha vinto il Pulitzer nel 2001. Segue Trump sin dagli inizi, e cioè dagli anni Ottanta quando giovane cronista del Philadelphia Enquirer, era responsabile dell'ufficio di Atlantic City, la città del gioco d'azzardo, a circa 200 chilometri da New York. Una Las Vegas della East Coast dove Trump ha investito in grandi alberghi e casinò, senza conoscere nulla delle regole della roulette o del black jack, sostiene Cay. E inanellando una serie di fallimenti, anche per evitare di pagare i debitori.