Birdman, Jupiter le figlie da sposare e Belen fra i gay

5 Febbraio 2015

di Anna Fusaro Carico di nove candidature agli Oscar giunge oggi sugli schermi italiani “Birdman”, quinto lungometraggio dell'osannato regista messicano Alejandro González Iñárritu, già autore dei...

di Anna Fusaro

Carico di nove candidature agli Oscar giunge oggi sugli schermi italiani “Birdman”, quinto lungometraggio dell'osannato regista messicano Alejandro González Iñárritu, già autore dei notevoli “Amores perros”, "21 grammi", “Babel” e “Biutiful”. Se nei lavori precedenti Iñárritu ha spesso privilegiato strutture a incastro, decostruendo il piano temporale con l'uso di flash-forward e altri dispositivi narrativi, in “Birdman, o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza” il regista fa una scelta opposta e ordina gli eventi in lunghi piani sequenza, facendo coincidere il tempo diegetico della storia con il tempo filmico del discorso. Scene dunque, non sequenze, come a teatro. E in teatro cerca la sua rinascita il protagonista di questa commedia nera, l'attore immergente Riggan Thomson, un tempo famoso nei panni del supereroe Birdman ma poi caduto in disgrazia e scaricato da Hollywood per aver rifiutato l'ennesimo sequel del cinecomic. Più che un'allusione, un cortocircuito tra arte e vita: il medesimo trattamento fu subìto nella vita reale da Michael Keaton, interprete di Riggan, dimenticato dagli studios dopo il rifiuto al terzo Batman. Dunque Riggan cerca un riscatto d'autore con la trasposizione teatrale dei racconti di Raymond Carver, ma l'attore principale si infortuna e il nostro dovrà rimpiazzarlo con un collega (Edward Norton) ingovernabile ma gradito al pubblico. Riggan dovrà confrontarsi con i colleghi, l'ex moglie, la figlia, e soprattutto il proprio ego. Cast ricco, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Amy Ryan.

Altra produzione statunitense in sala “Jupiter “ di Andy e Lana Wachowski, già autori del lesbo- noir “Bound”, della saga “Matrix", e del bellissimo "Cloud Atlas”. I fratelli cineasti tornano all'amata fantascienza con le vicende dell'eroina Jupiter Jones (Mila Kunis), nata con un promettente cielo astrale ma immalinconita a fare la domestica. Finché verrà a sapere da Caine (Channing Tatum), un ex militare geneticamente potenziato, arrivato sulla Terra per rintracciare proprio lei, di essere la discendente di una stirpe aliena dai poteri straordinari.

Enorme successo in Francia, ecco la commedia “Non sposate le mie figlie!” di Philippe de Chauveron, divertissement su coppie miste, etnie, religioni. Claude e Marie, tranquilli borghesi cattolici, hanno cresciuto quattro figlie secondo i principi di apertura e integrazione propri della cultura francese. Ma quando è troppo è troppo. “Qu'est-ce qu'on a fait au Bon Dieu?” chiedono il titolo originale e i due genitori, che vedono sfilare prima un genero musulmano, poi un ebreo, poi un cinese, e confidano nella quarta figlia per un tradizionale matrimonio in chiesa.

Infine la commediola “Non c'é 2 senza te” di Massimo Cappelli, con Belen Rodriguez terzo incomodo tra Moreno (Fabio Troiano) e Alfonso (Dino Abbrescia), gay raffigurati attraverso i più vetusti stereotipi, mano pendula, sguardo garrulo, urletti, mossette, scodinzolii.

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