Bolle: «Ballare con lei era magia A 60 anni fu Tatiana: splendida»

ROMA. «Tutto il mondo della danza è debitore nei confronti di Carla Fracci, ancora oggi le bambine italiane che si avvicinano a questa disciplina conoscono il suo nome, una vera prima ballerina...
ROMA. «Tutto il mondo della danza è debitore nei confronti di Carla Fracci, ancora oggi le bambine italiane che si avvicinano a questa disciplina conoscono il suo nome, una vera prima ballerina assoluta che ha attraversato e incantato generazioni. Da bambino, quando mi sono avvicinato alla danza ero incantato da lei, un punto di riferimento fondamentale, mai avrei pensato di ballarci insieme». Roberto Bolle, il primo ballerino della Scala e dell’American Ballet Theatre di New York, parla con la voce che tradisce una forte emozione e un grande rimpianto per la morte del mito del balletto, «una delle più grandi artiste della danza internazionale». «Il suo vissuto ci fa sentire ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine».
Bolle andando indietro con la memoria ricorda: «La prima volta l’avevo vista qui in scuola alla Scala, poco dopo l’ho vista danzare dal vivo. Poi sono rimasto senza fiato: aveva 60 anni e ha debuttato nel ruolo di Tatiana in Onegin, una forza incredibile». Ancora: «Sono diventato primo ballerino a 21 anni, è iniziata la nostra collaborazione, ero intimorito, tremavo di fronte all’icona della danza, pensavo di non farcela quasi a sorreggerla. Lei ha capito, mi ha guardato sorniona, ha iniziato a volteggiare. È iniziata la magia». Soprattutto «mi sono reso conto con quella figura minuta quanta potenza aveva nelle gambe, sulle punte, nelle braccia che leggere si muovevano: abbiamo ballato a Stoccarda, a Tokyo indimenticabile è stata l’esibizione a 61 anni al Summer Music Festival». Negli anni «ci siamo sentiti e incontrati in più occasioni. È venuta come ospite nel mio programma di recente ed è stata molto ironica. Perché a renderla speciale oltre al suo talento era questa sua unicità. La prima ballerina di danza classica che ha attraversato il pop, la televisione, il ballo nelle piazze è stata Carla Fracci. Ci sono grandi ballerine, ma lei è stata la prima a distinguersi per quel suo tratto di unicità nel volto, nel muoversi. Ha saputo per prima utilizzare la tv, i rotocalchi, per amore della danza ha condotto anche grandi battaglie, sapeva comunicare farsi sentire. E poi il suo senso dell’umorismo: sembrava eterea e irraggiungibile ed era invece simpatica».