Bonolis: porterei la rivoluzione a Sanremo
ROMA. «Sanremo ha una storia gigantesca, è stato confezionato in mille modi, ognuno lo ha costruito a propria immagine e somiglianza. Nel 2005 l'abbiamo rivoluzionato e poi ha continuato in quella...
ROMA. «Sanremo ha una storia gigantesca, è stato confezionato in mille modi, ognuno lo ha costruito a propria immagine e somiglianza. Nel 2005 l'abbiamo rivoluzionato e poi ha continuato in quella direzione: se mi dovesse ricapitare, lo ri-rivoluzionerei. Ma oggi all'Ariston credo ci sia poco da rivoluzionare».
Paolo Bonolis non chiude la porta all'ipotesi di tornare al festival dopo l'edizione trionfale del 2009, anche se ironizza: «Sanremo è una bella cittadina, si sta bene, c'è il mare, ho anche l'età giusta per andarci...». Intanto ha coinvolto artisti di primo piano e un'orchestra di 64 musicisti in Music, «due serate evento più un 'off'», da domani in prima serata su Canale 5. Music è «un viaggio nella musica raccontata, nelle canzoni amate dai nostri idoli», arrangiate ed eseguite dall'orchestra guidata dal maestro Diego Basso. «È il mio Sanremo, ora. Non c'è gara, non ci sono giudici, non vince nessuno». A chi è pronto a puntare sul suo ritorno all'Ariston già nel 2018, risponde con una delle sue battute: «Non scommettete, buttate i soldi». Scherza anche sulla probabile conduzione Conti-De Filippi che si profila sul palco della 67esima edizione, al via il 7 febbraio: «È una bella coppia, sono convinto che faranno bene. Diciamo che si ripercorrono i sempiterni calli: Maria è stata ospite dell'ultima serata del mio festival, nel 2009, si è emozionata, si è divertita. Per dimenticarlo ci ha messo sette anni e ora ritorna».
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