Bova allenatore paralimpico: insegno a essere felici, questa è la vera vittoria

13 Gennaio 2024

Presentata la fiction I Fantastici 5: lo sport senza pietismi da mercoledì per 4 prime serate su Canale 5 Nel cast atleti e attrici diversamente abili come Martina Caironi, Monica Contrafatto e Chiara Bordi

Un modo diverso di guardare il mondo dello sport e osservarlo dal punto di vista di un atleta diversamente abile. Senza dimenticare mai che la cosa più importante è essere felici. «Lo sport salva, ma può essere competitivo, farti perdere di vista, sotto il peso delle pressioni, gli altri. Nei Fantastici 5 raccontiamo una storia diversa, educativa sullo sport, allontanandoci dalla retorica, dal pietismo».
Parole di Raoul Bova, protagonista della nuova serie Mediaset I Fantastici 5, in onda per 4 prime serate su Canale 5 dal 17 gennaio. Nata da un’idea di Massimo Gramellini e Luca Bernabei, la serie è stata sviluppata da Andrea Nobile, regia di Alexis Sweet e Laszlo Barbo. Protagonista Bova nei panni di Riccardo, allenatore di una squadra di atleti diversamente abili che si preparano per il campionato europeo di atletica. «Abbiamo evitato ogni stereotipo o pietismo, per non essere scontati sulla disabilità. Rendendo il racconto vero e autentico», ribadisce Bova, ex nuotatore professionista. Al centro la storia di riscatto di Riccardo che ha dedicato la vita all’atletica e all’allenamento trascurando il resto. «A 45 anni allena atleti under 12, finché non arriva una telefonata che gli cambia la vita. Prende le due figlie adolescenti, due estranee ripiombate nella sua vita dopo la morte dell’ex moglie, e si trasferisce con loro ad Ancona dove allenerà un gruppo di atleti paralimpici in vista degli Europei. Inizialmente il rapporto con loro non sarà facile: non credono in lui, ma poi...». Alla presentazione dei Fantastici 5 alla Casa del Cinema a Roma presenti, oltre al protagonista, il cast, i produttori, i direttori di Canale 5 e di Fiction Mediaset, Luca Pancalli (presidente Comitato Italiano Paralimpico) e Monica Contrafatto (Bronzo nei 100 mt alle Paralimpiadi del 2021 e ai Mondiali del 2023). Con Bova un gruppo di giovani attori e atlete paralimpiche come Martina Caironi, Monica Contrafatto e Ambra Sabatini,. E ancora Gaia Messerklinger che è la fisioterapista Alessandra; Gianluca Gobbi è Freddie, medico del centro sportivo NovaLux; Francesca Cavallin è Sofia, dirigente NovaLux; Vittorio Magazzù interpreta Christian, Enea Barozzi è Elia, Fiorenza D'Antonio è Marzia, Chiara Bordi è Laura. Una serie tv speciale che racconta le difficoltà, la vita sociale ma soprattutto la grande passione per lo sport dei 5 atleti disabili.
«Quello che insegna il mio personaggio», spiega l'attore, « non è a vincere, ma ad essere felici, perché la vittoria è questo, gareggiare con i compagni, fare squadra. Entra la comprensione di quanto sia importante la felicità nella vita dei campioni. Dovete essere felici per essere vincenti, dice il mio personaggio. Un’espressione che non comprendevo, non sempre chi vince è felice». E ricorda: «Ho fatto le superiori con compagni non vedenti e con disabilità. Non ho sentito una grande distanza, il mio miglior amico da giovane era non udente, abbiamo nuotato insieme e comunicavamo benissimo. Per farlo fin da giovanissimo ho capito che ci vuole vicinanza, amicizia. La percezione della difficoltà l’ho avuta portando banalmente il passeggino di mio figlio. Ancora c’è molto da fare nel nostro senso civico. Nelle riprese la disabilità è passata sullo sfondo. Lo sport rende tutti uguali». Alexis Sweet ricorda come Chiara Bordi, che nella fiction è Laura che ha perso una gamba, abbia una storia simile (Chiara ha una protesi alla gamba sinistra a seguito di un incidente con il motorino). «Mi stupisce che ci si sorprenda che un disabile possa fare l’attore o l’attrice», sottolinea Bordi, che ha iniziato con la moda e ha partecipato alla serie tv Prisma: «Mi sono affidata a una coach, ho studiato recitazione e continuo a farlo. Il problema è che ci sono pochi attori con disabilità, meno del 5% della produzione mondiale ha attori/attrici con disabilità». «Un po’ mi rispecchio in Laura» dice Monica Contrafatto, «anche se l'incidente è diverso, visto che sono stata colpita da un mortaio in Afghanistan. Dal letto dell’ospedale ho visto una gara e ho deciso di diventare atleta. Spero che la gente capisca che siamo uguali, la diversità sta negli occhi di chi guarda».