Brani, foto e video di 15 anni di vita Moro: a Pescara racconto tutto di me

PESCARA. Attesa questa sera al teatro Massimo di Pescara per il concerto di Fabrizio Moro, tappa del tour Racconti Unplugged. Un gradito ritorno in Abruzzo in cui l'artista ripropone tutti i brani...
PESCARA. Attesa questa sera al teatro Massimo di Pescara per il concerto di Fabrizio Moro, tappa del tour Racconti Unplugged. Un gradito ritorno in Abruzzo in cui l'artista ripropone tutti i brani più rappresentativi della sua carriera, ma con un arrangiamento completamente rivisitato. Partendo dal suo primo lavoro discografico “Fabrizio Moro”, ripercorre in ordine cronologico le canzoni più importanti di ogni album fino ad arrivare al nuovo Ep in studio: La mia voce parte 2 che eseguirà dal vivo, ancora prima della sua pubblicazione prevista la prossima settimana. L’Ep contiene 6 brani: canzoni d'amore, ballate crude e immediate e brani pop impreziositi dalla straordinaria penna di Fabrizio, abile nel destreggiarsi tra le parole e le note di una narrazione sempre in bilico tra personale e universale, sospesa a mezz'aria tra forza e fragilità. In rotazione radiofonica, da venerdì 19 maggio, il singolo Dove. Il concerto si propone come un viaggio raccontato che fa seguito a una sceneggiatura scritta, dove la musica è protagonista. Un concerto con immagini e filmati inediti, canzone dopo canzone, ricordo dopo ricordo, emozione dopo emozione. Sul palco anche Danilo Molinari e Roberto “Red” Maccaroni alle chitarre, Luca Amendola al basso, Alessandro Inolti alla batteria e il maestro celanese Claudio Junior Bielli al pianoforte.
Moro, un concerto che si presenta come un film dalla sceneggiatura inedita che gioca con il tempo, cosa c’è da attendersi?
Non è un concerto classico dove iniziamo dalla A e finiamo alla Z, qui ripercorriamo15 anni di storia attraverso le canzoni che hanno segnato questo percorso artistico e soprattutto umano, attraverso dei filmati inediti, attraverso dei racconti, attraverso delle fotografie e queste due ore di concerto racchiudono sostanzialmente tutta la mia vita. Racconti unplugged significa ripercorrere 15 anni di storia attraverso non soltanto canzoni ma anche attraverso racconti ed aneddoti, filmati inediti, fotografie, ricordi.
Cosa è cambiato in lei in questi 15 anni?
Il Fabrizio di 15 anni fa sicuramente era sognatore, arrabbiato, incompiuto. Il Fabrizio di oggi è tranquillo, sognatore e incompiuto. Racconterò tutto questo percorso che si è fatto in15 anni. Riguardarmi indietro mi ha fatto bene, perché quando poi riesci a rialzarti dalle sconfitte, a riprendere il cammino, allora riesci a riconoscere il ve valore della vita. Ho avuto tantissimi momenti di gloria come ho avuto tante sconfitte. Nel cuore mi porto più che altro le persone che mi hanno accompagnato in questi momenti.
Che emozione prova ogni sera a salire sul palco?
Al palco non ci si abitua mai ed è giusto così, perché quella paura e quella emozione che senti prima di mettere il piede sul palco è l’energia giusta che ti serve. L’emozione di salire sul palco non si gestisce, anzi, deve esserci. Nel tempo poi impari a seguire il flusso di questa emozione. Una sorta di auto analisi, anche legata al fatto di rivedere il Fabrizio del passato, quello che non mi piaceva. La voglia di arrivare, la voglia di compiermi, la voglia di realizzarmi, la voglia di fare cose sempre più grandi, tutto questo è l’inquietudine che mi è rimasta dentro.