Buccirosso uomo rovinato chiude la stagione della “Barbara”

PESCARA. Torna a teatro come autore e attore, scandagliando con ironia e quasi dolente stupore i vuoti della società moderna, le piccinerie dell’uomo d’oggi, la perdita di valori e di senso di...
PESCARA. Torna a teatro come autore e attore, scandagliando con ironia e quasi dolente stupore i vuoti della società moderna, le piccinerie dell’uomo d’oggi, la perdita di valori e di senso di comunità. Carlo Buccirosso chiude la stagione teatrale della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” con “La rottamazione di un Italiano Perbene”, tratto da “Il miracolo di Don Ciccillo”, testo scritto da Carlo Buccirosso e diretto e interpretato dallo stesso attore partenopeo.
Lo spettacolo sarà in scena al Circus stasera con inizio alle ore 21 e in doppia replica domani, 16 marzo alle ore 17 e alle 21. Buccirosso porta lo spettatore all’interno di un ristorante di periferia gestito da una famiglia unita e pirotecnica dove si svolge una vicenda di scottante attualità che l’attore e regista napoletano affronta con «scenografia e costumi eccellenti, compagnia numerosa e di prim’ordine, tempi di recitazione impeccabili» come afferma Masolino D’Amico. Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce dunque un ristorante di periferia ormai sull'orlo del fallimento. Sposato con Valeria Vitiello, donna sanguigna dal carattere combattivo, è padre di due figli, Viola e Matteo, la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato. Alberto vive ormai, da quasi 4 anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso. Un po’ a causa della crisi economica del Paese che si riflette sulla sua attività aese e e anche a seguito di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, Alberto si è ritrovato a dover combattere una disperata battaglia contro Equitalia che, con inesorabile precisione lo colpisce quasi quotidianamente nella quiete della propria abitazione, ormai ipotecata, con cartelle esattoriali di tutti i tipi, generi, forme e consistenza, e la malvagità di sua suocera Clementina, integerrimo funzionario dell’Agenzia delle Entrate. E ben poco sembra poter fare l’amore di sua moglie e dei suoi figli, tesi a recuperare la lucidità di Alberto attraverso l'illusoria rappresentazione di una realtà ben diversa da quella che logora la serenità della famiglia. Soltanto un miracolo può salvare l'anima di Alberto, posseduto irrimediabilmente da orribili pensieri di morte… farla finita con la propria vita, o con quella di sua suocera?