Cannes, Jodie Foster alle donne: «È il momento»

8 Luglio 2021

L’attrice Palma d’oro d’onore ricorda i maestri e dice: «Mai come ora tante opportunità per la diversità»

CANNES. Usa parole come «rinascita», «non ho paura», «cambiamenti», «transizioni culturali», ha un curriculum incredibile che le è valso la Palma d’oro d’onore ma poi si gira di scatto e incroci quello sguardo inconfondibile, quella luce d’intelligenza con cui proprio qui al Festival di Cannes, 13enne incantò accanto a Martin Scorsese per Taxi Driver che poi vinse la Palma d’oro.
È sempre lei, Jodie Foster che sui documenti ha 58 anni e nel frattempo è diventata oltre che attrice di successo, regista, produttrice, attivista dei diritti Lgbt seppure con il suo stile, fermo, autoritario ma non urlato. Il Rendez Vous con lei nella sala Bunuel del Palais du Festival è andato esaurito in qualche ora perché sentirla raccontare era un'occasione troppo ghiotta. Aneddoti, storie tristi, retroscena che hanno tenuto banco per oltre un’ora lasciando spazio anche alle domande. «È il momento giusto», ha detto in un francese perfetto, «mai come ora a Hollywood e nel mondo del cinema c’è l'occasione di farsi valere, la possibilità dopo anni di lotte, di vedere rappresentati tutti. È il momento giusto, ripete, per raccontare nuove storie perché «le cose sono cambiate, le prospettive per le donne sono completamente diverse. Posso dirlo con certezza: ho cominciato a recitare a 3 anni». Jodie Foster parla di transizione culturale, «di un momento in cui riusciamo ad ascoltare tante differenti voci nel cinema», esprimendo fiducia nel governo Biden e portando come esempio The Mauritian di Kevin MacDonald, il suo ultimo film in cui si parla delle vicende di Mohamedou Ould Slahi, detenuto a Guantanamo dal 2002 al 2016. «Sono attirata da tutto quello che è reale, è la mia unica domanda da regista, è vero? È credibile? È reale? Non importa che storia è, che genere di film è ma la mia unica domanda è quella». E pensare, ha svelato, che «mia madre voleva proseguissi solo a recitare, quando ho deciso che volevo essere anche regista e produttrice mi disse di lasciar perdere e sono così fiera di non averla ascoltata». Poi confessa che la «standing ovation della cerimonia di apertura mi ha emozionata, mi ha riportato indietro a 45 anni fa, mi ha fatto provare nostalgia e anche gratitudine per tutti i registi che mi hanno diretta, formata e che hanno ispirato il mio lavoro». (a.ma.)