Canti e racconti dell’Abruzzo in un saggio di Omerita Ranalli

6 Maggio 2016

PESCARA. Sarà presentato domani, alle ore 18, nella libreria Feltrinelli di Pescara, in via Milano, il volume “Canti e racconti dei contadini d’Abruzzo. Le registrazioni di Elvira Nobilio (1957/58)”...

PESCARA. Sarà presentato domani, alle ore 18, nella libreria Feltrinelli di Pescara, in via Milano, il volume “Canti e racconti dei contadini d’Abruzzo. Le registrazioni di Elvira Nobilio (1957/58)” edito da Squilibri. L’autrice è l’antropologa Omerita Ranalli, nata ad Avezzano ma trasferitasi a Roma, da dove ha intrapreso un lungo viaggio alla ricerca dei motivi di un mondo ormai sulla via dell’estinzione. Quello delle tradizioni, canore e poetiche, ma soprattutto canore, dei contadini dell’entroterra pescarese. Tradizioni letteralmente spazzate via dalla conurbazione dell’area Chieti/Pescara; dall’arrivo di gente da tutto l’Abruzzo che ha mescolato culture, dialetti e costumi; di recente, dall’inserimento progressivo di comunità di migranti che hanno aggiunto ulteriori motivi di novità.

La ricerca della Ranalli fa riferimento alle esperienze di Elvira Nobilio, studentessa negli anni ’50 della buona borghesia di Penne che, dopo una esperienza in Sicilia, a Partinico, con Danilo Dolci, decide di dedicare la propria tesi di laurea alla vita tradizionale dei contadini abruzzesi. La Nobilio, con un piccolo magnetofono, accompagnata da una coetanea e concittadina, realizza una vasta ricerca nelle campagne di Penne. L’esito di quel lavoro viene oggi raccolto nel libro della Ranalli, al quale è allegato un cd con le canzoni più significative. Canzoni originali, versi nel dialetto stretto della campagne, testimonianze di un modo del quale oggi si è perso anche il ricordo. La Ranalli, infine, non manca di spunti polemici nei confronti della successiva mediazione della «maggiolata Abruzzese», frutto dei discepoli del cenacolo michettiano (Di Iorio, Albanese) che avrebbe, a suo dire, inferto il primo, duro colpo alla genuinità della cultura di un popolo. A presentare il volume gli antropologi Adriana Gandolfi e Carlo Di Silvestre.

Pasquale D’Alberto

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