Carioti: «La pandemia ha cambiato il pubblico Ha nuove esigenze»

Il musicista promuove la Stagione concertistica 2022-23 «E ora l’Istituzione Sinfonica abbraccerà tutto l’Abruzzo»
L’AQUILA. «Abbiamo affrontato la stagione concertistica 2022-23 con un po’ di timore dopo due anni di pandemia. Era la prima stagione dopo il Covid, che oltre a causare tante sofferenze e vittime ha modificato le abitudini di vita e per chi fa musica dal vivo la preoccupazione sulla risposta del pubblico c’era. Invece il risultato è stato lusinghiero, con appena un piccolo decremento, un calo del 4-5 per cento di spettatori, meno rispetto ad altre realtà italiane. Abbiamo contenuto il calo, viceversa molti nostri spettacoli hanno registrato il sold out».
Si è appena conclusa 48ª Stagione dei concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e il presidente dell’ente, il maestro Bruno Carioti, traccia un bilancio guardando al futuro. Alla guida dell’Isa da luglio 2020, affiancato dalla direzione artistica del maestro Ettore Pellegrino, il romano Carioti conosce da vicino le storiche istituzioni musicali dell’Aquila, tra cui il conservatorio Casella, in cui è stato a lungo docente.
Maestro Carioti, oltre alla piazza aquilana, qual è stata la risposta del territorio abruzzese in cui l’Isa porta stagioni e concerti?
La stagione di Atri è andata molto bene, così pure quelle di Città Sant’Angelo e Tortoreto. All’Aquila tante presenze al Ridotto “Antonellini” del teatro Comunale. Sono andati molto bene anche i concerti che proponevano programmi particolari con repertori cross tra classica e pop, pensati per attirare il pubblico giovane. La strategia era capire le richieste di un pubblico cambiato pure nelle esigenze. La pandemia ha mutato le abitudini, cambiamenti che ci sono rimasti dentro, anche nella fruizione della musica. Riportare le persone in teatri e sale da concerto era una sfida.
In cosa si può migliorare?
Contiamo di aumentare le stagioni oltre le attuali quattro già strutturate, fortificando la presenza dell’Istituzione Sinfonica sul territorio. Soprattutto nella Marsica, rendendo strutturale e continua la presenza dell’Isa, oltre a continuare ad andare nel resto d’Italia. In quest’ultima stagione abbiamo toccato nove regioni.
Cosa, invece, non va?
Abbiamo il problema della sede, il Ridotto ha una capienza limitata a 320 posti. Questo limite impedisce di proporre programmi più ambiziosi, che richiamerebbero più pubblico. Spero che il Comune dell’Aquila metta a disposizione dell’Isa un luogo adeguato, dove raccogliere un pubblico più numeroso, che permetterebbe di coprire i costi.
Conclusa la stagione principale, nell’ultima decade di maggio parte il progetto “M come… Musica”, in collaborazione con l'assessorato regionale alla Sanità. Quattro concerti negli ospedali di Teramo, L’Aquila, Pescara. Ortona. Qual è lo spirito dell’iniziativa?
È un omaggio al personale medico. Due anni fa medici e infermieri venivano considerati eroi nazionali e questo non va dimenticato. Vogliamo andare negli ospedali a testimoniare presenza e gratitudine. Il progetto ha una funzione sociale, desideriamo portare con la musica un’ora di serenità alle persone che sono in un luogo di sofferenza. “M come… Musica” nasce per esaltare il valore terapeutico della musica. Un ulteriore scopo è la valorizzazione dei giovani musicisti. Suoneranno con l’Orchestra dell’Isa i giovani solisti vincitori del 16° Premio alle Arti, concorso nazionale riservato dal ministero Università e Ricerca agli studenti iscritti a istituzioni e corsi di alta formazione musicale. Nei concerti di Teramo e L’Aquila solisti saranno Riccardo Pugliese e Mattia Pagliani, vincitori rispettivamente nelle sezioni Fisarmonica e Strumenti ad arco. Nei concerti di Pescara e Ortona si esibiranno Marina Margheri, vincitrice sezione Violoncello, e Samuele Di Federico primo nella sezione Strumenti a fiato. I quattro appuntamenti faranno anche conoscere giovani talenti abruzzesi, grazie alla collaborazione dell’Isa coi nostri conservatori. A dirigere l’Orchestra si alterneranno Paolo D’Agostino e Simone Piccirilli, allievi della classe di direzione d’orchestra del Braga di Teramo, e Sungjin Yun e Giordano De Nisi, della classe di direzione del Casella.
Il concerto dell’Orchestra dell’Isa il 5 maggio al Teatro degli Ulivi a Fossacesia, per la presentazione dell’E-Giro d’Italia, tour parallelo alla kermesse rosa ma con bici elettriche, ha fatto da prologo alla vostra programmazione estiva. Quali saranno i contenuti? Ci sarà qualche chicca?
Saremo ancora partner del Festival di Tagliacozzo a luglio. Poi una serie di appuntamenti in giro per l’Italia. La proposta più particolare è la produzione “Michael Jackson – Thriller”, sulla scorta dell’esperienza del 2022 dedicata a Freddie Mercury e i Queen che ha fatto sempre il tutto esaurito. Il tributo a Jackson prevede una decina di piazze finora, L’Aquila e centri delle altre tre province, oltre a date nelle Marche, Lazio, Puglia, Basilicata. Con la nostra orchestra una rock band, vocalist e, per la parte teatrale, un attore che impersonerà Jackson.
Ancora un’esperienza pop.
Col maestro Pellegrino continuiamo a esplorare questo àmbito. Non c’è una gerarchia tra musica colta, jazz, pop. Esistono la buona e la cattiva musica, e la prima può stare ovunque.