Carlo Verdone: «Riaprire i drive-in è una romantica fesseria»

ROMA. «Il drive-in è una visione romantica che va bene per il cinema d’estate, per una retrospettiva su Totò o Alberto Sordi ad esempio, ma lì finisce. Era una cosa che andava negli anni Sessanta,...
ROMA. «Il drive-in è una visione romantica che va bene per il cinema d’estate, per una retrospettiva su Totò o Alberto Sordi ad esempio, ma lì finisce. Era una cosa che andava negli anni Sessanta, infatti a Roma ce n’era uno solo. Il drive-in può essere una soluzione per due luoghi, dove fai rassegne estive, ma non può sostituire il cinema. Sto a casa in poltrona altrimenti, è più comodo. Devo prendere la macchina per andare a vedere il film e guardarlo in auto? No, è una fesseria. Capisco quando in America c’erano le decappottabili, ma ora...». A parlare ai microfoni di Rai Radio1, ospite del programma Un Giorno da Pecora, è l'attore e regista Carlo Verdone.
Poi si passa a parlare della quarantena. «Io la passo tra la cucina, il salotto, poi vado sul terrazzo e alla scrivania», rivela Verdone. «Scrivo un bel po’: inizialmente non riuscivo a fare niente, il giorno dopo buttavo quel che facevo il giorno prima. Da una settimana c’è stato una sorta di riscatto e sto andando avanti col libro e con un nuovo soggetto cinematografico, mi sembra di aver ben inquadrato le cose. Allo stato attuale sto pensando a un’intelaiatura di narrazione universale», afferma parlando del suo nuovo libro, «ma all’interno non è che puoi fare a meno di raccontare qualcosa di importante che è successo. In qualche modo deve entrare nel discorso del film». In questo periodo, racconta, «mi sono rivisto “C'era un cinese in coma”, e devo dire che era un gran bel film, mi sono piaciuto. È stato il più faticoso della mia carriera e venne anche un po’ snobbato dal pubblico. Oggi invece è molto apprezzato». Il nuovo film, “Si vive una volta sola”, sarebbe dovuto uscire a fine febbraio ma l’uscita è stata rimandata a causa del Covid-19. «Lo vedrete in autunno, in un modo o nell'altro lo vedrete». Quanto alla possibilità da domani, di uscire rispettando le regole, Verdone commenta: «Sono contento, ma ho paura che esca troppa gente, bisogna esser molto molto cauti, è un periodo complicato, basta qualche fesso che fa assembramenti e si ricomincia daccapo».